Incendi boschivi in Europa, il 2025 è l’anno peggiore di sempre: l’Italia la più colpita
Il 2025 è stato l’anno più devastante mai registrato per gli incendi boschivi in Europa. Secondo i dati del Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi, oltre un milione di ettari di terreno sono andati distrutti, segnando un record senza precedenti. Un fenomeno sempre più estremo che riflette cambiamenti climatici, stagioni più lunghe e una crescente vulnerabilità del territorio europeo.
Un anno record per gli incendi boschivi
I dati raccolti dal EFFIS, coordinato dal Centro comune di ricerca della Commissione europea, mostrano una situazione senza precedenti. Nel corso del 2025 si sono registrati 7.783 incendi in tutta l’Unione Europea.
La stagione è iniziata con largo anticipo: già entro marzo erano stati bruciati oltre 100mila ettari. Dopo una breve pausa primaverile, l’estate ha visto un’escalation drammatica, con oltre 500mila ettari distrutti a luglio e quasi 900mila ad agosto.
Mediterraneo epicentro della crisi
L’area più colpita è stata quella mediterranea, dove le alte temperature e la siccità hanno favorito la propagazione delle fiamme. Spagna e Portogallo hanno registrato perdite enormi, con oltre 460mila ettari bruciati solo durante l’ondata di calore di agosto.
Nel dettaglio, la Spagna guida la classifica con circa 401mila ettari distrutti, seguita dal Portogallo con 284mila. Al terzo posto si colloca la Romania con 134mila ettari.
Italia prima per numero di incendi
Se si guarda al numero totale di roghi, il Paese più colpito è Italia, con 1.910 incendi registrati nel 2025. Seguono la Spagna con 1.359 episodi e la Francia con 1.312.
Nonostante una superficie bruciata inferiore rispetto ad altri Paesi, l’elevato numero di incendi evidenzia una forte pressione sul territorio italiano e sulle strutture di emergenza.
L’impatto oltre l’Unione Europea
Al di fuori dei confini UE, gli incendi hanno colpito duramente anche altre aree. In totale, sono stati devastati circa 2,2 milioni di ettari tra Europa, Medio Oriente e Nord Africa.
Tra i Paesi più colpiti figura Ucraina, che da sola rappresenta il 30% della superficie totale bruciata e il 39% degli incendi monitorati dal sistema europeo.
Nuove tendenze preoccupanti
La stagione 2025 ha evidenziato cambiamenti significativi nel comportamento degli incendi boschivi. Tra i principali fattori emergono stagioni sempre più lunghe e anticipate, con roghi già a partire da marzo.
Le ondate di calore, sempre più frequenti e intense, hanno contribuito ad alimentare incendi estremi, mentre le fiamme si sono spinte verso latitudini più elevate, interessando aree finora considerate a basso rischio.
La risposta dell’Unione Europea
Di fronte a questa emergenza, il 25 marzo 2026 la Commissione europea ha adottato una nuova strategia per affrontare il rischio incendi in modo strutturale.
Il piano copre tutte le fasi della gestione del rischio: prevenzione, preparazione, risposta e recupero. Tra le principali misure previste ci sono il rafforzamento dei sistemi di monitoraggio tramite EFFIS e Copernicus, la creazione di una flotta europea di aerei antincendio e l’istituzione di un nuovo centro europeo per la lotta agli incendi a Cipro.
Verso un rischio strutturale
La stagione record del 2025 non rappresenta un caso isolato, ma il segnale di un cambiamento profondo. Gli incendi boschivi non sono più un fenomeno stagionale, ma una minaccia costante che richiede risposte coordinate a livello europeo.
Investire nella prevenzione, nella gestione sostenibile del territorio e nella resilienza degli ecosistemi sarà fondamentale per ridurre i danni e proteggere ambiente, economia e sicurezza dei cittadini.
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