Città italiane soffocate dal PM10: superati i limiti annuali già a fine febbraio
Nei primi due mesi del 2026 molte città italiane hanno registrato concentrazioni di inquinanti superiori alle soglie di riferimento, in particolare per il particolato. L’analisi si basa sui dati del progetto “Cambiamo aria. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane”, realizzato da ISDE Italia in collaborazione con l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign, che monitora la qualità dell’aria attraverso 57 centraline in 27 città italiane, utilizzando le reti regionali ARPA/APPA.
Poiché il periodo considerato riguarda solo gennaio e febbraio, l’attenzione è sul numero di giorni con superamenti delle soglie, più che sulle medie annuali. Le soglie di riferimento sono quelle della nuova direttiva europea 2881/2024 (in vigore dal 2030) e delle linee guida OMS 2021.
PM10: superamenti già oltre i limiti annuali
Per il PM10 la soglia giornaliera di riferimento è 45 µg/m³, rispetto ai 50 µg/m³ della normativa attuale. I dati di febbraio 2026 mostrano che diverse città hanno già superato il limite annuale previsto dalla direttiva europea.
Milano (stazione MI-Marche): 33 giorni sopra 45 µg/m³, 30 sopra 50 µg/m³
Verona (stazione Corso Milano): 31 giorni sopra 45 µg/m³, 28 sopra 50 µg/m³
Modena (stazione Giardini): 29 giorni sopra 45 µg/m³, 24 sopra 50 µg/m³
Altre città come Padova, Venezia, Brescia, Torino, Vicenza e Parma registrano superamenti giornalieri superiori al limite europeo per l’intero anno. La soglia OMS di 4 giorni di superamento all’anno è stata superata già in tutte le città.
Riepilogo PM10 a febbraio 2026
OMS: media giornaliera ≤ 45 μg/m³, massimo 4 giorni/anno; media annua <15 μg/m³
Direttiva UE 2030: media giornaliera ≤ 45 μg/m³, massimo 18 giorni/anno; media annua <20 μg/m³
Normativa attuale: media giornaliera ≤ 50 μg/m³, massimo 35 giorni/anno; media annua <40 μg/m³
PM2,5: un inquinante critico per la salute
Il PM2,5 penetra profondamente nell’apparato respiratorio ed è più pericoloso per la salute. La direttiva europea fissa il limite giornaliero a 25 µg/m³ e le linee guida OMS a 15 µg/m³, con rispettivi massimi annui di 18 e 4 giorni.
Le stazioni di monitoraggio di Padova, Milano, Torino, Modena, Parma, Brescia, Verona, Vicenza, Bologna e Venezia hanno già registrato oltre 20 giorni con valori superiori a 25 µg/m³. In molti casi i superamenti OMS hanno raggiunto più di 40 giorni nei primi 59 giorni dell’anno.
Riepilogo PM2,5 a febbraio 2026
OMS: media giornaliera ≤ 15 μg/m³, massimo 4 giorni/anno; media annua <5 μg/m³
Direttiva UE 2030: media giornaliera ≤ 25 μg/m³, massimo 18 giorni/anno; media annua <10 μg/m³
Normativa attuale: limiti giornalieri non previsti; media annua <25 μg/m³
Biossido di azoto (NO₂): superamenti diffusi
Il NO₂ è strettamente legato alle emissioni dei veicoli. Le soglie giornaliere considerate sono 50 µg/m³ per la direttiva europea e 25 µg/m³ per le linee guida OMS, con massimo rispettivamente di 18 e 4 giorni annui.
Dai dati emerge che Torino, Genova e Palermo hanno già superato il limite annuale UE, mentre quasi tutte le stazioni hanno superato numerosi giorni il valore OMS. Alcune variazioni rispetto al 2025 sono attribuibili alla mobilità urbana nelle diverse città.
Riepilogo NO₂ a febbraio 2026
OMS: media giornaliera ≤ 25 μg/m³, massimo 4 giorni/anno; media annua <10 μg/m³
Direttiva UE 2030: media giornaliera ≤ 50 μg/m³, massimo 18 giorni/anno; media annua <20 μg/m³
Normativa attuale: limiti giornalieri non previsti; media annua <40 μg/m³
Interventi urgenti per la qualità dell’aria
L’aggiornamento dei dati a febbraio 2026 conferma che i mesi invernali restano i più critici, in particolare nelle città del Nord e della Pianura Padana, dove le condizioni meteorologiche favoriscono l’accumulo di particolato.
Il progetto Cambiamo aria aggiorna periodicamente i dati per confrontare la situazione attuale con gli obiettivi europei e le raccomandazioni OMS. I risultati dei primi due mesi del 2026 indicano che molte città hanno già superato o raggiunto una parte significativa dei superamenti annuali consentiti, evidenziando la necessità di politiche più incisive per ridurre le emissioni urbane.
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