Inquinamento in crescita in porti e aeroporti: l’allarme dell’Agenzia europea per l’Ambiente
Le persone che vivono vicino a porti e aeroporti sono esposte a livelli sempre più elevati di inquinamento atmosferico generato dal trasporto marittimo e dall’aviazione. Secondo un recente briefing dell’Agenzia dell’Unione Europea per l’Ambiente, è necessario rafforzare il monitoraggio degli inquinanti in queste zone poiché i rischi sanitari locali stanno aumentando.
Settori difficili da decarbonizzare
Entrambi i settori rimangono fortemente dipendenti dai combustibili fossili e, secondo i dati europei, sono responsabili dell’8,4% delle emissioni totali di gas serra dell’Unione. La loro lenta transizione verso soluzioni a basse emissioni li rende tra i comparti più complessi da trasformare in chiave sostenibile.
Il trasporto marittimo verso la principale fonte di inquinamento nelle città costiere
Un rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente prevede che entro il 2030 il trasporto marittimo diventerà la principale fonte di inquinamento atmosferico legato ai trasporti nelle città costiere. L’Agenzia sottolinea l’importanza di monitorare la qualità dell’aria nelle aree portuali e aeroportuali per valutare in modo accurato il peso delle emissioni prodotte dalle attività di trasporto.
Crescita delle emissioni di NO2 e PM2.5
Le emissioni di biossido di azoto provenienti dal trasporto marittimo sono in aumento, così come quelle di particolato fine. Anche l’aviazione registra un incremento costante di NO2 e PM2.5 negli ultimi decenni. In numerosi porti e aeroporti europei, i livelli di NO2 superano le concentrazioni delle aree circostanti e talvolta oltrepassano persino i limiti fissati per il 2030 dalla normativa europea sulla qualità dell’aria.
Le città più colpite: Amsterdam, Anversa e Napoli
Secondo l’analisi, Amsterdam e Anversa registrano le concentrazioni più elevate di NO2, seguite da porti e aeroporti di Algeciras, Barcellona, Stoccolma, Amburgo e Napoli. In alcune città si riscontrano aumenti particolarmente significativi: Napoli supera il cento per cento, Amburgo registra un incremento dell’86 per cento, Algeciras del 77 e Anversa del 75 per cento. Le variazioni dipendono anche dal settore eolico e dalla presenza di altre fonti urbane di inquinamento.
Impatto complesso sul particolato fine PM2.5
L’Agenzia segnala che l’impatto sul PM2.5 è più difficile da attribuire esclusivamente a porti e aeroporti. Nonostante ciò, sei aeroporti e tredici porti presentano livelli superiori al limite europeo rivisto per il 2030, indicando una tendenza preoccupante.
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