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L’Italia “affoga” nella plastica: dopo lo scempio di Pasquetta arriva l’infrazione UE

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L’Italia “affoga” nella plastica: dopo lo scempio di Pasquetta arriva l’infrazione UE

Le immagini del post-Pasquetta sono desolanti: spiagge e parchi ricoperti da una coltre di piatti, bicchieri e imballaggi monouso. Ma quest’anno, al danno ambientale si aggiunge la beffa giuridica. La Commissione Europea ha infatti aperto una procedura di infrazione contro l’Italia per il recepimento scorretto della Direttiva SUP (Single Use Plastics).

Il nodo della contesa: le bioplastiche

L’Europa contesta all’Italia un eccesso di deroghe. Mentre la direttiva UE mira a bandire drasticamente il monouso, la normativa italiana ha lasciato varchi aperti, specialmente su alcune bioplastiche, creando confusione nel mercato e non garantendo l’abbattimento reale dei rifiuti.

“Questa procedura è un’occasione per rafforzare l’impianto normativo”, dichiara Luca De Gaetano, Presidente di Plastic Free Onlus. L’associazione evidenzia come il problema sia culturale ma anche strutturale: senza controlli e senza una vera alternativa alla plastica, le aree verdi continueranno a trasformarsi in discariche a cielo aperto dopo ogni festività.

Dalla plastica ai polmoni: il legame con la salute

L’abbandono di questi rifiuti non è solo un problema estetico. La plastica abbandonata si frammenta in microplastiche che entrano nella catena alimentare e nell’acqua che beviamo. Questo fenomeno ci riporta direttamente all’allarme lanciato proprio oggi dal WWF sull’era dell’Homo Chimicus: siamo esseri umani letteralmente “fatti di plastica” e agenti chimici.

Verso la Giornata della Terra

Plastic Free non si ferma alla denuncia e annuncia il Plogging Day (la corsa raccogliendo i rifiuti) in programma dal 18 al 22 aprile, in concomitanza con la Giornata della Terra. L’obiettivo è riparare ai danni di giornate come quella di ieri e spingere il Ministero dell’Ambiente verso scelte più coraggiose.

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