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Italia ancora nel mirino dell’UE: procedure di infrazione su case green e plastica monouso

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Italia ancora nel mirino dell’UE: procedure di infrazione su case green e plastica monouso

Il rapporto tra Italia e sostenibilità torna al centro del confronto con l’Unione europea. La Commissione europea ha infatti avviato due procedure di infrazione che coinvolgono direttamente il governo italiano: una riguarda la direttiva sulla plastica monouso, già contestata nel 2024, mentre la seconda è legata al ritardo nella presentazione dei piani nazionali di ristrutturazione edilizia previsti dalla direttiva europea sulle cosiddette case green. Le due vicende evidenziano le difficoltà del Paese nel recepire pienamente alcune delle principali norme ambientali europee.

Case green: ritardo dei piani nazionali

La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora a 19 Stati membri, tra cui l’Italia, per la mancata presentazione della bozza del Piano nazionale di ristrutturazione edilizia entro la scadenza fissata al 31 dicembre 2025.

Oltre all’Italia, il provvedimento riguarda Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Francia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Svezia.

Secondo Bruxelles, questi piani rappresentano uno strumento fondamentale per consentire agli Stati membri di trasformare il proprio patrimonio edilizio in edifici più efficienti dal punto di vista energetico e progressivamente decarbonizzati entro il 2050.

La Commissione ritiene infatti che la riqualificazione del patrimonio immobiliare europeo sia una delle leve principali per ridurre i consumi energetici e abbassare le bollette delle famiglie.

Piani di ristrutturazione energetica degli edifici

I piani nazionali di ristrutturazione edilizia sono previsti dalla direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici e rappresentano uno strumento strategico per la transizione energetica.

Attraverso questi documenti, ogni Stato membro deve definire la propria strategia per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ridurre le emissioni di gas serra e accelerare il processo di decarbonizzazione del settore immobiliare.

La presentazione delle bozze consente alla Commissione europea di valutare in anticipo le politiche nazionali e verificare che siano coerenti con gli obiettivi climatici ed energetici fissati dall’Unione europea.

Gli Stati coinvolti nella procedura di infrazione hanno ora due mesi di tempo per presentare i documenti richiesti e fornire chiarimenti a Bruxelles, evitando così un possibile aggravamento della procedura.

Plastica monouso: Bruxelles contesta il recepimento italiano

Un’altra procedura di infrazione riguarda la direttiva europea sulla plastica monouso. In questo caso la Commissione europea contesta all’Italia di non aver recepito in modo completo e corretto la normativa comunitaria.

Secondo Bruxelles, il governo italiano avrebbe inoltre violato le regole sulla trasparenza del mercato unico adottando la legislazione di recepimento prima della scadenza del periodo di status quo di tre mesi previsto dalle procedure europee.

La direttiva sulla plastica monouso è stata introdotta per ridurre l’impatto ambientale dei prodotti in plastica usa e getta, limitare l’inquinamento dei mari e promuovere la transizione verso modelli di economia circolare.

Le criticità segnalate dalla Commissione europea

Tra le principali criticità individuate dalla Commissione europea ci sono alcune scelte normative adottate dall’Italia nel recepimento della direttiva.

In particolare Bruxelles contesta la mancata introduzione di una soglia minima nella definizione di plastica, l’esenzione di alcuni prodotti realizzati in plastica biodegradabile da specifiche disposizioni e la limitazione della responsabilità dei produttori nella copertura dei costi di raccolta dei rifiuti.

Secondo la Commissione queste misure rischiano di indebolire l’approccio preventivo della direttiva europea e potrebbero portare a un aumento del rilascio di frammenti di plastica persistenti e microplastiche nell’ambiente.

Due mesi di tempo per evitare il deferimento alla Corte Ue

Con l’invio della lettera di costituzione in mora prende ufficialmente avvio la procedura di infrazione. Gli Stati interessati, tra cui l’Italia, hanno ora due mesi di tempo per rispondere alle contestazioni della Commissione europea e adottare eventuali misure correttive.

Se le spiegazioni fornite non saranno ritenute sufficienti o se non verranno introdotte modifiche normative adeguate, Bruxelles potrà procedere con le fasi successive della procedura, che possono culminare nel deferimento alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

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