L’Italia sospende il cofinanziamento dell’Agroecologia: protestano associazioni e parlamentari
L’Agroecology Partnership, parte del Cluster 6 di Horizon Europe, è un’iniziativa cofinanziata 2023–2024 che mira ad accelerare la transizione verso sistemi agricoli sostenibili, resilienti e basati sulla biodiversità. Coinvolge Stati Membri, enti di ricerca, imprese, organizzazioni della società civile e reti di Living Lab, con l’obiettivo di supportare ricerca e innovazione agroecologica.
La posizione dell’Italia
La Commissione Europea copre circa il 30% dei costi, mentre gli Stati Membri devono garantire la propria quota nazionale. L’Italia, però, ha deciso di sospendere il cofinanziamento per i bandi 2025/2026, escludendo automaticamente gli enti italiani dal poter accedere ai fondi europei. A differenza di altre partnership come Biodiversa+, l’Italia non ha previsto finanziamenti nazionali per l’Agroecology Partnership.
Conseguenze della sospensione
Gli altri Stati membri, come Francia, Germania e Paesi Bassi, hanno garantito impegni finanziari pluriennali, assicurando continuità ai propri beneficiari. La decisione italiana rischia di compromettere attività già consolidate e di ridurre l’influenza del nostro Paese nella governance della ricerca agroecologica europea, con impatti negativi sulla competitività del settore agroalimentare nazionale.
Reazioni delle associazioni e dei parlamentari
AIDA, Lipu, Rete Semi Rurali e WWF Italia hanno inviato una lettera al Ministero dell’Agricoltura chiedendo chiarimenti sul mancato cofinanziamento e garanzie per il futuro. Anche i parlamentari Zanella e Borrelli hanno depositato un’interrogazione scritta al Ministro Francesco Lollobrigida per sollecitare iniziative a sostegno della partecipazione italiana alle future annualità della Partnership.
Isolamento nella ricerca europea
Secondo le associazioni, una mancata adesione reiterata potrebbe marginalizzare l’Italia, ridurre il contributo nazionale alla transizione agroecologica e compromettere l’accesso agli strumenti europei per la promozione di sistemi agricoli sostenibili. L’auspicio è che il disimpegno sia temporaneo e non segnali un abbandono della ricerca agroecologica nazionale.
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