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Esondazioni Lazio, appello dei Geologi per costruire le “città spugna”

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Esondazioni Lazio, appello dei Geologi per costruire le “città spugna”

Le immagini delle strade allagate e dei corsi d’acqua del reticolo secondario pronti a esondare non sono più un’eccezione, ma la conferma di una fragilità geologica cronica. Intervenendo sugli eventi meteo che stanno colpendo Roma e l’entroterra, Simonetta Ceraudo, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio, traccia un quadro severo della situazione regionale: il Lazio sta letteralmente perdendo terreno.

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Un territorio geologicamente giovane e vulnerabile

«Tutto il territorio laziale è fragile», spiega Ceraudo. «Gli Appennini sono geologicamente giovani e il rischio esondazione non riguarda solo i grandi fiumi, ma l’intero reticolo secondario dove spesso l’urbanizzazione è arrivata troppo a ridosso dell’acqua». Il dato è impietoso: il 90% dei comuni laziali ospita aree classificate a dissesto idrogeologico.

Nonostante questa consapevolezza, il consumo di suolo non si ferma. Nel 2024 la regione ha perso 785 ettari di suolo, recuperandone appena 25. Un bilancio drammaticamente in rosso che espone i cittadini a rischi crescenti per la propria sicurezza e salute.

Il paradosso del fotovoltaico e il primato del Lazio

L’inchiesta dei Geologi svela un dato sorprendente: il 56% del consumo regionale di suolo non è legato all’espansione residenziale, ma alla realizzazione di impianti fotovoltaici a terra.

  • Viterbo è la provincia più colpita, concentrando oltre la metà del nuovo consumo regionale (+424 ettari).
  • Il Lazio risulta la prima regione italiana per estensione di nuovi impianti fotovoltaici, trasformando oltre 400 ettari in un solo anno.

«È una trasformazione meno visibile ma altrettanto impattante», avverte la Presidente Ceraudo. Impermeabilizzare il suolo agricolo per produrre energia pulita crea un paradosso ambientale: si combatte il cambio climatico distruggendo la resilienza idraulica del territorio.

La soluzione: de-impermeabilizzare e creare “Città Spugna”

Per invertire la rotta, l’Ordine dei Geologi indica una via maestra: il modello della Città Spugna (Sponge City).

L’obiettivo è restituire al suolo la sua funzione naturale di drenaggio attraverso:

  1. Giardini della pioggia (Rain Gardens): aree verdi progettate per trattenere l’acqua piovana.
  2. Pavimentazioni drenanti: per permettere all’acqua di filtrare nelle falde invece di scorrere pericolosamente in superficie.
  3. Rinaturalizzazione urbana: aumentare la permeabilità delle aree dismesse.

Consumo di Suolo nel Lazio: i numeri della crisi (Dati 2024)

ProvinciaEttari Persi (Netto)Criticità Principale
Viterbo424Fotovoltaico a terra massivo
RomaIn aumentoUrbanizzazione e infrastrutture
Latina / FrosinoneIn aumentoDissesto e impermeabilizzazione
TOTALE LAZIO760 (netto)Solo 25 ettari recuperati

Verso una nuova Legge Regionale

Il richiamo alla Direttiva Europea sulla Resilienza del Suolo (ottobre 2025) è chiaro: il Lazio necessita di una legge regionale che definisca criteri rigidi e obiettivi di monitoraggio. Non basta l’invarianza idraulica sancita dalla Deliberazione 117/2020; serve una strategia strutturale che fermi la cementificazione e incentivi la rigenerazione.

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