Legge Clima UE, la filiera del legno chiede una strategia nazionale per la decarbonizzazione
La nuova Legge Clima europea fissa un obiettivo ambizioso: ridurre del 90% le emissioni nette di gas serra entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. Un traguardo che si inserisce nel percorso verso la neutralità climatica al 2050 e che impone agli Stati membri una revisione profonda delle politiche industriali, forestali e territoriali.
La transizione richiederà non solo una drastica riduzione delle emissioni, ma anche un rafforzamento strutturale delle capacità di assorbimento e stoccaggio del carbonio. In questo scenario assumono un ruolo centrale le filiere produttive in grado di contribuire in modo misurabile alla decarbonizzazione, integrando mitigazione, adattamento e sviluppo economico.
Strategia nazionale integrata per il legno
In questo contesto, Federazione Filiera Legno, Legambiente, PEFC Italia e UNCEM, riunite nella Piattaforma nazionale per la divulgazione e la valorizzazione della qualità e della sostenibilità della filiera del legno, chiedono l’avvio di una strategia nazionale integrata che riconosca il ruolo del legno lungo tutta la catena del valore, dal bosco alle applicazioni industriali e costruttive.
La Federazione sottolinea l’importanza di partecipare attivamente ai processi di consultazione europea aperti fino al 4 maggio 2026, che definiranno le basi della politica climatica post-2030. Le consultazioni riguardano la revisione degli obiettivi climatici nazionali e delle misure di flessibilità, nonché la possibile introduzione, a partire dal 2036, di crediti di carbonio internazionali di alta qualità nel quadro dell’Accordo di Parigi.
L’obiettivo è rafforzare la rappresentanza della filiera del legno e sensibilizzare le istituzioni europee sull’importanza di una strategia capace di coniugare sostenibilità ambientale, crescita economica e competitività industriale.
Edilizia in legno e stoccaggio di carbonio
Il contributo della filiera non si limita al comparto dell’edilizia, ma è proprio il settore delle costruzioni a rappresentare uno degli ambiti più strategici. L’edilizia è tra i principali responsabili delle emissioni climalteranti, considerando sia i consumi energetici degli edifici sia le emissioni incorporate nei materiali.
L’impiego del legno strutturale consente di ridurre l’impronta carbonica degli interventi e di immagazzinare anidride carbonica per l’intero ciclo di vita dei prodotti, trasformando il patrimonio costruito in un deposito stabile di carbonio. Integrare pienamente il contributo dello stoccaggio nei materiali legnosi nelle strategie climatiche nazionali diventa quindi un passaggio chiave per centrare i nuovi obiettivi europei.
Filiera del legno, economia circolare e sviluppo territoriale
La Federazione rappresenta un sistema industriale articolato che comprende prime lavorazioni del legno, segherie, settore degli imballaggi e pallet, allestimenti e comparto dei cofani. Si tratta di una filiera che incide trasversalmente su logistica, manifattura, economia circolare e sviluppo locale.
Il settore degli imballaggi in legno, in particolare, è tra i più avanzati in termini di riutilizzo e riciclo, contribuendo alla riduzione dei rifiuti e all’ottimizzazione delle risorse. La valorizzazione del legno, se inserita in una filiera certificata e tracciabile, può rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano e promuovere un modello industriale coerente con gli obiettivi climatici al 2040.
Gestione forestale sostenibile
Secondo Legambiente, la sfida climatica deve essere affrontata integrando mitigazione, adattamento e protezione degli ecosistemi. La gestione forestale sostenibile e la valorizzazione del legno possono contribuire alla decarbonizzazione solo se inserite in un quadro rigoroso di tutela della biodiversità e prevenzione dei rischi naturali, dal dissesto idrogeologico agli incendi.
Per i territori montani, la valorizzazione del legno rappresenta anche un’opportunità economica e occupazionale. Le foreste italiane, se gestite in modo attivo e sostenibile, possono generare sviluppo e resilienza ambientale, rafforzando il ruolo dei Comuni montani nella costruzione di filiere corte capaci di trattenere valore sui territori.
Certificazione e tracciabilità
Nel nuovo scenario delineato dalla Legge Clima europea, il tema delle rimozioni credibili e durature assume un’importanza crescente. Perché il legno possa contribuire realmente alla transizione ecologica è fondamentale che provenga da gestione forestale sostenibile e da filiere trasparenti.
Le certificazioni forestali e di catena di custodia, promosse anche da PEFC Italia, rappresentano uno strumento concreto per garantire legalità, tutela della biodiversità e qualità lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. La Piattaforma nazionale si propone come sede permanente di confronto tra industria, associazioni ambientali, enti territoriali e organismi di certificazione, con l’obiettivo di trasformare il target climatico al 2040 in una strategia industriale integrata che connetta foreste, imprese e città, facendo della filiera del legno una infrastruttura naturale e produttiva della transizione ecologica.
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