Come il linguaggio influenza la percezione del rischio climatico
La misinformazione climatica sfrutta incertezze, sfumature linguistiche e ambiguità per generare dubbi sulla climatologia, alimentando lo scetticismo verso i cambiamenti climatici. Un recente studio dell’University of Essex suggerisce che alcune espressioni negative utilizzate dagli scienziati per descrivere la probabilità degli eventi potrebbero contribuire a confondere il pubblico e a indebolire la fiducia nel consenso scientifico.
Lo studio
Secondo la ricerca, pubblicata su Nature Climate Change, alcune formulazioni negative usate dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) potrebbero far percepire al pubblico che le affermazioni scientifiche siano esagerate o poco supportate dai dati.
L’IPCC, fondato nel 1988, ha il compito di fornire ai decisori politici valutazioni imparziali sui cambiamenti climatici e sui rischi futuri. Lo studio, che ha coinvolto più di quattromila partecipanti nel Regno Unito, evidenzia come il linguaggio tecnico dell’IPCC possa indurre l’idea che gli scienziati non siano concordi o che le previsioni siano estreme.
Come il linguaggio dell’IPCC influisce sulla percezione del pubblico
L’IPCC utilizza linee guida standardizzate che associano specifici termini verbali a determinati livelli di probabilità. Tra questi, molte espressioni riferite a basse probabilità sono formulate in modo negativo, come il termine “improbabile”, usato per indicare una possibilità fino al 33 per cento.
La professoressa Marie Juanchich dell’University of Essex ha rilevato che le persone associano le espressioni negative a scarsa credibilità o a previsioni eccessive. Questo perché nella comunicazione quotidiana termini come “improbabile” sono spesso utilizzati quando si dubita dell’affidabilità di un’informazione. Di conseguenza, un linguaggio percepito come negativo può rafforzare sentimenti di scetticismo sul clima.
Perché le parole fanno la differenza
Lo studio mostra come diverse formulazioni possano influenzare il comportamento.
Dire che un’alluvione è “improbabile” può indurre le persone a sottovalutare il pericolo; dire invece che esiste “una piccola possibilità” dello stesso evento porta a un maggiore senso di preparazione.
In una simulazione, i partecipanti a cui veniva detto che una frana era “improbabile” erano meno propensi a evacuare rispetto a coloro a cui veniva indicata “una piccola probabilità”.
Perché una comunicazione più chiara è essenziale
Un ulteriore motivo per evitare formulazioni negative è che anche eventi a bassa probabilità possono avere impatti significativi. Una probabilità del 20 per cento di precipitazioni estreme, ad esempio, non può essere ignorata dalle comunità che pianificano interventi di sicurezza. Per questo motivo è essenziale che la comunicazione scientifica sia formulata in modo da trasmettere correttamente la portata dei rischi, aiutando la società a prendere decisioni informate.
Unire comunicazione e azione contro la crisi climatica
Marie Juanchich sottolinea la necessità di un linguaggio più efficace per favorire la collaborazione nella lotta al cambiamento climatico. Le divisioni politiche e il crescente populismo, secondo la ricercatrice, continuano a rallentare gli sforzi globali per ridurre le emissioni.
Come ricorda Juanchich, non esiste un pianeta alternativo su cui spostarsi: una comunicazione più chiara e un consenso sociale più solido sono fondamentali per affrontare i rischi climatici.
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