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Livello dell’innalzamento del mare sottovalutato, nuovo studio: 132 milioni di persone in più a rischio

Livello dell’innalzamento del mare sottovalutato, nuovo studio: 132 milioni di persone in più a rischio

Il livello del mare lungo molte coste del pianeta potrebbe essere significativamente più alto rispetto a quanto indicato da gran parte degli studi sugli impatti costieri. È quanto emerge da una nuova ricerca condotta da Philip Minderhoud e Katharina Seeger, studiosi affiliati all’Università di Padova, alla Wageningen University & Research, al Deltares Research Institute e alla University of Cologne.

Lo studio, pubblicato dalla casa editrice scientifica Springer Nature, mette in evidenza come gran parte delle ricerche scientifiche utilizzi parametri di riferimento del livello marino inferiori rispetto a quelli effettivamente osservati, con conseguenze rilevanti nella valutazione dei rischi per le zone costiere.

Le stime del livello del mare sottovalutate

Secondo i risultati della ricerca, oltre il 90% delle analisi esistenti utilizza un livello di riferimento del mare più basso rispetto alle misurazioni reali. Questo scarto può raggiungere differenze anche di 1 o 1,5 metri in alcune aree particolarmente vulnerabili, come diverse zone del Sud-Est asiatico.

Gli autori dello studio sottolineano che queste discrepanze rendono necessario aggiornare le metodologie utilizzate per valutare i rischi costieri. Se il livello del mare di riferimento è più alto rispetto a quanto stimato, anche gli effetti dell’innalzamento futuro potrebbero manifestarsi prima del previsto.

I limiti dei modelli utilizzati negli studi costieri

Molti studi sul rischio costiero si basano su modelli geoidi globali, utilizzati per stimare la superficie media del mare. Tuttavia, questi modelli non tengono conto di variabili locali fondamentali come venti, correnti oceaniche e dinamiche regionali del mare.

Secondo Philip Minderhoud, per migliorare l’accuratezza delle analisi è necessario integrare maggiormente le misurazioni effettive del livello marino. Anche se i satelliti offrono dati globali molto precisi, la loro integrazione con i dati locali non è sempre immediata e richiede procedure complesse.

Anche Katharina Seeger evidenzia come l’integrazione tra diverse fonti di dati rappresenti una sfida importante per la comunità scientifica che studia gli impatti dell’innalzamento del livello del mare.

Il caso del Delta del Mekong e delle coste del Sud-Est asiatico

Un esempio concreto arriva dal Delta del Mekong, una delle aree più vulnerabili al cambiamento climatico. In questo caso, le osservazioni hanno mostrato che il livello dell’acqua superficiale era molto vicino all’elevazione del terreno, contrariamente a quanto indicato da molte stime precedenti.

Situazioni simili sono state osservate anche in altre regioni del Sud-Est asiatico e in diverse aree costiere del mondo, segno che il problema potrebbe essere più diffuso di quanto si pensasse.

Queste differenze tra dati reali e stime teoriche comportano una sottovalutazione dell’esposizione delle aree costiere e delle popolazioni che vi abitano.

Più territori e popolazioni a rischio

Le implicazioni di questa revisione delle stime sono significative. Secondo lo studio, con un innalzamento del livello del mare di un metro le aree situate sotto il livello marino potrebbero essere superiori del 37% rispetto alle valutazioni precedenti.

Anche il numero di persone esposte ai rischi di allagamenti e inondazioni costiere potrebbe aumentare in modo significativo. Le nuove stime indicano fino al 68% in più rispetto alle valutazioni attuali, pari a circa 132 milioni di persone aggiuntive potenzialmente coinvolte.

Questo significa che molte comunità costiere potrebbero affrontare gli impatti dell’innalzamento del mare prima di quanto previsto dalle analisi finora utilizzate.

Migliorare le strategie di adattamento

Alla luce di questi risultati, gli autori sottolineano l’importanza di rivedere le metodologie utilizzate negli studi sui rischi costieri e di aggiornare le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici.

Secondo i ricercatori, integrare dati reali del livello del mare con modelli più accurati potrebbe migliorare la pianificazione delle politiche di difesa delle coste, la gestione del territorio e le strategie di protezione delle comunità esposte.

L’obiettivo della ricerca è contribuire a sviluppare uno standard scientifico più preciso per valutare gli impatti futuri dell’innalzamento del mare, fornendo strumenti più affidabili per la pianificazione e la gestione dei territori costieri.

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