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Utilitalia, Legambiente e Consumers’ Forum sottoscrivono il Manifesto per eliminare i Pfas

Utilitalia, Legambiente e Consumers’ Forum sottoscrivono il Manifesto per eliminare i Pfas

Affrontare in modo concreto una delle sfide ambientali e sanitarie più complesse degli ultimi anni. Con questo obiettivo nasce il Manifesto Verso l’eliminazione dei PFAS, sottoscritto da Utilitalia, Legambiente e Consumers’ Forum e presentato questa mattina al Senato della Repubblica.

Il documento punta a rafforzare la tutela dei cittadini e dell’ambiente attraverso un approccio basato su evidenze scientifiche, cooperazione tra istituzioni e imprese e un quadro normativo chiaro che favorisca la progressiva eliminazione di queste sostanze chimiche persistenti.

Che cosa sono i PFAS

I PFAS sono una vasta famiglia di oltre 10 mila sostanze chimiche sintetiche utilizzate nella produzione di materiali resistenti e durevoli. Queste sostanze si trovano in numerosi prodotti di uso quotidiano, come rivestimenti antiaderenti, tessuti impermeabili e imballaggi alimentari.

La loro caratteristica principale è l’elevata stabilità chimica, che li rende estremamente persistenti nell’ambiente e difficili da degradare. Proprio questa proprietà ha portato negli anni a una crescente attenzione da parte delle istituzioni internazionali, che hanno iniziato a introdurre limiti sempre più restrittivi alla loro presenza.

L’accumulo dei PFAS nell’ambiente e nelle acque rappresenta infatti un rischio per la salute umana e pone sfide importanti nella gestione dei servizi pubblici, in particolare nel settore idrico.

Il Manifesto per l’eliminazione dei PFAS

Il Manifesto presentato a Roma propone un percorso strutturato per affrontare il problema dei PFAS attraverso azioni coordinate tra imprese, istituzioni, associazioni e cittadini.

Tra le principali misure indicate nel documento vi è la progressiva eliminazione e sostituzione dei PFAS con alternative più sicure. Questo processo dovrebbe essere accompagnato da politiche industriali e normative in grado di orientare l’innovazione verso soluzioni sostenibili.

Un altro punto centrale riguarda l’applicazione del principio chi inquina paga, per evitare che i costi legati alla gestione e al trattamento di queste sostanze ricadano sulla collettività.

Il documento sottolinea inoltre l’importanza di investire nella ricerca scientifica e nello sviluppo di tecnologie capaci di ridurre l’impatto di queste sostanze sull’ambiente e sulla salute.

Tecnologie e investimenti per ridurre i PFAS

Il Manifesto promuove anche il rafforzamento delle soluzioni tecnologiche per la riduzione e l’abbattimento dei PFAS nei sistemi di trattamento delle acque e dei rifiuti.

Le organizzazioni firmatarie evidenziano la necessità di sostenere la transizione del sistema industriale e dei gestori dei servizi pubblici, anche attraverso strumenti finanziari dedicati.

L’obiettivo è favorire l’adozione delle migliori tecnologie disponibili per affrontare il problema in modo efficace, senza trasferire i costi sulle tariffe pagate dai cittadini.

Il ruolo delle normative europee

Un altro aspetto centrale del Manifesto riguarda la necessità di rafforzare e armonizzare le normative a livello europeo.

Il documento richiama il quadro regolatorio REACH, uno dei principali strumenti dell’Unione europea per la gestione del rischio chimico. Questo sistema consente di registrare, valutare e limitare l’utilizzo delle sostanze chimiche potenzialmente pericolose.

Secondo i promotori del Manifesto, una normativa europea più ambiziosa e basata sul principio di precauzione rappresenta un passaggio fondamentale per affrontare il problema dei PFAS in modo efficace.

L’impegno dei gestori del servizio idrico

I gestori del servizio idrico sono tra i soggetti più coinvolti nella gestione del problema dei PFAS. Barbara Marinali, vicepresidente vicario di Utilitalia, ha sottolineato come i gestori monitorino costantemente la presenza di queste sostanze nelle acque distribuite ai cittadini.

Negli ultimi anni sono stati avviati importanti investimenti per ridurre la presenza dei PFAS attraverso l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili.

Secondo Utilitalia, tuttavia, la soluzione definitiva non può limitarsi al trattamento delle acque ma deve puntare alla prevenzione e all’eliminazione totale delle sostanze alla fonte.

Legambiente: una sfida per comunità e ambiente

Per Legambiente il Manifesto rappresenta l’avvio di una nuova fase di collaborazione tra associazioni, imprese e istituzioni.

Il presidente nazionale Stefano Ciafani ha sottolineato come l’iniziativa rafforzi l’impegno dell’associazione nel contrastare l’inquinamento da PFAS, una battaglia portata avanti da anni nei territori maggiormente colpiti.

L’obiettivo è trasformare l’esperienza maturata nelle vertenze locali in un’azione condivisa capace di incidere in modo strutturale sulla riduzione di queste sostanze.

Il contributo delle associazioni dei consumatori

Anche Consumers’ Forum ha espresso il proprio sostegno al Manifesto, sottolineando l’importanza di coinvolgere il maggior numero possibile di soggetti nella sfida contro i PFAS.

Il presidente Furio Truzzi ha evidenziato come l’obiettivo sia promuovere la sostenibilità ambientale e sociale e rafforzare la tutela dei diritti dei cittadini.

Attraverso la diffusione del Manifesto, l’organizzazione punta a favorire l’adesione di altre associazioni dei consumatori, imprese e realtà sociali, ampliando il fronte delle iniziative per ridurre e sostituire i PFAS.

Una responsabilità condivisa per il futuro

Il Manifesto per l’eliminazione dei PFAS rappresenta un impegno concreto per affrontare una delle principali emergenze ambientali contemporanee.

La collaborazione tra imprese, associazioni ambientaliste e organizzazioni dei consumatori punta a rafforzare una responsabilità condivisa nella gestione del rischio chimico, con l’obiettivo di tutelare la salute delle persone e la qualità dell’ambiente.

Secondo i promotori, solo attraverso politiche coordinate, innovazione tecnologica e norme efficaci sarà possibile ridurre progressivamente l’utilizzo di queste sostanze e proteggere le generazioni future.

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