Copernicus, a marzo oceani sempre più caldi: temperature marine a livelli record
Marzo 2026 si conferma un mese segnato da anomalie climatiche estreme a livello globale. Secondo il Copernicus Climate Change Service (C3S), il mese è stato il quarto più caldo mai registrato, con temperature ben superiori alla media preindustriale. A destare particolare preoccupazione sono anche le temperature record degli oceani e la riduzione dei ghiacci marini ai livelli minimi storici.
Marzo 2026 tra i mesi più caldi della storia
Il servizio europeo Copernicus Climate Change Service, gestito dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, ha rilevato che marzo 2026 ha registrato una temperatura media globale di +1,48°C rispetto ai livelli preindustriali.
Si tratta del quarto valore più alto mai osservato per questo mese, a conferma di un trend di riscaldamento globale sempre più marcato e persistente.
Temperature marine record e possibile transizione a El Niño
Le temperature superficiali del mare hanno raggiunto livelli eccezionalmente elevati. La media globale tra 60°S e 60°N è stata di +20,97°C, il secondo valore più alto mai registrato per marzo.
Secondo gli scienziati, questi dati potrebbero indicare una transizione verso condizioni di El Niño nella seconda metà dell’anno, un fenomeno climatico che influisce significativamente su temperature e precipitazioni a livello globale.

Europa divisa tra caldo anomalo e freddo residuo
In Europa, marzo 2026 è stato il secondo più caldo mai registrato, con anomalie termiche particolarmente intense nell’Europa orientale.
Le temperature più elevate si sono concentrate su Russia nord-occidentale, Fennoscandia settentrionale e Stati baltici, aree che nei mesi precedenti avevano invece registrato condizioni più fredde della media.
Al contrario, Turchia, Europa meridionale e Islanda hanno sperimentato valori leggermente inferiori alla media.
Contrasti climatici nell’emisfero nord
Il mese è stato caratterizzato da forti contrasti climatici nell’emisfero settentrionale. In alcune regioni si sono registrate ondate di calore precoce e condizioni di siccità, in particolare negli Stati Uniti e in Messico.
Parallelamente, altre aree hanno sperimentato anomalie opposte, con temperature inferiori alla media e condizioni più umide, confermando una crescente instabilità climatica globale.
Ghiaccio marino ai minimi storici nell’Artico
L’Artico ha registrato un’estensione media del ghiaccio marino del 5,7% inferiore alla media, il valore più basso mai osservato per il mese di marzo.
Particolarmente colpite le aree del Mare di Barents settentrionale, della regione delle Svalbard e del Mare di Okhotsk, tutte interessate da temperature superiori alla norma.
Anche il ciclo stagionale del ghiaccio ha raggiunto un minimo record, confermando una tendenza di lungo periodo alla riduzione della copertura glaciale.
Antartide in sofferenza con ghiaccio sotto la media
Anche l’Antartide mostra segnali di forte squilibrio climatico. L’estensione del ghiaccio marino è risultata del 10% inferiore alla media di marzo.
Pur non rientrando tra i dieci valori più bassi mai registrati, il dato si inserisce in una serie di anni caratterizzati da anomalie negative particolarmente significative, con cali compresi tra il 20% e il 33% negli anni precedenti.
Precipitazioni e fenomeni estremi nel mondo
Il quadro delle precipitazioni mostra una forte variabilità regionale. In Europa, molte aree continentali hanno registrato condizioni più secche della media, mentre Islanda, Scandinavia, Regno Unito settentrionale e Mediterraneo sono risultate più piovose.
Fuori dall’Europa, si segnalano condizioni più umide in Stati Uniti, Canada, Australia, Brasile orientale, Medio Oriente e Africa sud-orientale, mentre altre regioni come Cina sud-orientale, Stati Uniti meridionali e Australia occidentale hanno sperimentato una marcata siccità.
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