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UE, entra in vigore la tassa sul carbonio alle frontiere

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UE, entra in vigore la tassa sul carbonio alle frontiere

A partire dal primo gennaio, le importazioni di acciaio, alluminio, cemento e altri materiali nell’Unione Europea sano soggette a una nuova imposta sulle emissioni di gas climalteranti. Questa iniziativa, chiamata Meccanismo di Aggiustamento della CO2 alle Frontiere (CBAM), ha lo scopo di proteggere le industrie europee dalla concorrenza sleale di Paesi terzi, che non sono soggetti alle stesse rigide normative ambientali e climatiche.

Che cos’è il CBAM

Il CBAM è una misura progettata per riequilibrare le disparità tra i produttori europei e quelli di Paesi terzi. Infatti, le aziende dell’UE sono obbligate a rispettare severi standard ambientali che limitano le emissioni di CO2, un obbligo che comporta costi elevati. Le imprese di Paesi esterni, non obbligate a tali standard, beneficiano di un vantaggio competitivo che il CBAM si propone di ridurre.

Impatto sui settori coinvolti

Il CBAM avrà un impatto diretto sulle importazioni di materiali come acciaio, alluminio e cemento. Le dogane dell’UE applicheranno un’imposta alle merci provenienti da Paesi non aderenti a regolamenti equivalenti. Le imprese importatrici dovranno allineare i prezzi delle materie prime alle tariffe di produzione europee, compensando l’impatto delle emissioni di CO2 generate durante il processo produttivo.

Fase di transizione

Nel 2023 è iniziata una fase di transizione di tre anni, che consentirà di raccogliere dati, testare le metodologie e dare tempo alle imprese di adattarsi al nuovo sistema. Dal 2026, gli importatori dovranno acquisire certificati CBAM, che corrispondono alle emissioni di CO2 associate alle loro importazioni. Questo sistema si baserà sui prezzi di mercato del carbonio nell’UE, che si aggirano tra i 70 e i 100 euro per tonnellata.

Le Implicazioni per i paesi terzi

Il nuovo sistema potrebbe portare a controversie con i Paesi terzi le cui imprese sono colpite dalle nuove imposte. Le aziende di Paesi che già operano in un mercato della CO2 avranno la possibilità di compensare le loro esportazioni, deducendo quanto già versato attraverso il sistema di imposta nazionale.

Gli obiettivi ambientali

Uno degli obiettivi principali del CBAM è contrastare il fenomeno del *carbon leakage*, ovvero la delocalizzazione della produzione verso Paesi con regolamenti meno severi sul clima. L’UE spera che questa misura stimoli i Paesi esterni a adottare politiche climatiche più ambiziose e allinei gli standard internazionali per la sostenibilità ambientale.

Le reazioni delle industrie e il fondo di sostegno dell’UE

Nonostante i vantaggi a livello ambientale, l’imposta sulle emissioni comporterà un aumento dei costi di produzione per le industrie europee. A tal proposito, le aziende hanno fatto pressione sulla Commissione Europea per ottenere un supporto finanziario. Il 17 dicembre, l’UE ha proposto un fondo temporaneo, finanziato dai proventi del CBAM, per aiutare le industrie a far fronte a questa nuova fase di attuazione.

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