Meteo, la svolta dell’indice NAO riaccende l’inverno in Italia. Cosa succede a febbraio
Dopo una fase di relativa stabilità, il quadro meteorologico europeo si appresta a vivere una trasformazione radicale. Secondo le analisi di Daniele Ingemi, meteorologo di Meteored Italia (ilmeteo.net) basate sui dati del centro europeo ECMWF, la fine di gennaio segnerà l’inizio di una fase dominata dalla NAO (North Atlantic Oscillation) negativa.
Questo cambiamento di assetto barico potrebbe riportare il freddo intenso e la neve su gran parte della penisola italiana proprio in coincidenza con l’avvio del mese di febbraio.

Cos’è l’indice NAO e perché sta cambiando
L’indice NAO descrive il differenziale di pressione tra l’anticiclone delle Azzorre e la depressione islandese.
- NAO Positiva: Caratterizzata da correnti miti e stabilità sul Mediterraneo (lo scenario prevalente finora).
- NAO Negativa: Innesca un indebolimento del flusso atlantico e favorisce “blocchi” che spingono l’aria polare o artica verso sud.
“Le ultime analisi indicano una progressiva virata verso valori prossimi a -3 entro fine gennaio”, spiega Ingemi. Questo segnale indica un blocco atlantico marcato che potrebbe persistere per gran parte di febbraio, deviando la corrente a getto polare direttamente verso il Mediterraneo.
Effetti sull’Italia: piogge al Sud e neve al Nord
Il ritorno della NAO negativa non garantisce gelo uniforme, ma aumenta drasticamente la probabilità di eventi invernali significativi.
Scenari previsti per Febbraio 2026
| Area Geografica | Condizioni Previste | Fenomeni Caratteristici |
| Nord Italia | Clima secco ma freddo | Possibili nevicate fino in pianura in caso di irruzioni artiche. |
| Centro-Sud | Instabilità marcata | Piogge intense e frequenti su Sicilia, Calabria e Sardegna. |
| Alpi e Appennini | Precipitazioni nevose | Accumuli abbondanti in quota grazie al Mediterraneo più umido. |
Temperature e variabilità
Sebbene la NAO negativa favorisca incursioni fredde, le proiezioni generali indicano che le temperature medie potrebbero restare vicine o leggermente superiori alla norma stagionale. La caratteristica principale di febbraio sarà quindi l’estrema variabilità: fasi anticicloniche si alterneranno a rapidi e violenti afflussi di aria gelida.
“Un blocco anticiclonico più occidentale favorirebbe il freddo da est, mentre uno spostamento verso l’Europa centrale manterrebbe correnti più miti”, conclude l’esperto di Meteored. Resta però confermata la tendenza a un Mediterraneo molto più perturbato rispetto alle settimane precedenti.
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