Vento e traffico accelerano la diffusione delle microplastiche nell’aria
Le microplastiche non contaminano solo mari e suoli, ma sono ormai presenti anche nell’aria che respiriamo. Studi precedenti avevano già dimostrato che queste particelle possono restare sospese nell’atmosfera per settimane e, soprattutto quelle di dimensioni più ridotte, viaggiare per migliaia di chilometri prima di depositarsi. Un nuovo studio scientifico conferma e amplia questo scenario, mettendo in luce la portata globale del fenomeno.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Science Advances, fornisce nuove evidenze sulla diffusione delle microplastiche e delle nanoplastiche nell’atmosfera e sui meccanismi che ne favoriscono il trasporto.
Il ruolo delle condizioni meteorologiche
Le condizioni meteorologiche influenzano in modo determinante il movimento e la deposizione delle microplastiche nell’aria. I ricercatori hanno osservato un aumento significativo del deposito di particelle durante i periodi caratterizzati da vento intenso, che facilita il sollevamento e la dispersione delle polveri contenenti plastica.
Al contrario, le precipitazioni tendono a ridurre il numero complessivo di particelle presenti nell’atmosfera. Tuttavia, le microplastiche raccolte durante gli eventi piovosi risultano mediamente di dimensioni maggiori, suggerendo che le piogge favoriscano la deposizione delle particelle più pesanti.
Nanoplastiche nell’atmosfera
Uno degli aspetti più innovativi dello studio riguarda l’individuazione, per la prima volta, di nanoplastiche nell’aria con dimensioni fino a 200 nanometri. Questo risultato è stato possibile grazie allo sviluppo di una nuova tecnica di analisi, progettata per quantificare in modo più accurato le particelle di plastica presenti nell’atmosfera.
La capacità di rilevare particelle così piccole rappresenta un passo avanti fondamentale nella comprensione dell’inquinamento da plastica, poiché le nanoplastiche sono considerate potenzialmente più pericolose per la salute umana e per gli ecosistemi.
Polveri stradali e trasporto delle microplastiche
Lo studio evidenzia anche il ruolo finora sottovalutato della polvere delle strade nel trasporto delle microplastiche. Secondo i ricercatori, le particelle di plastica possono accumularsi nelle polveri urbane e venire successivamente rimesse in circolo nell’atmosfera attraverso la risospensione causata dal traffico e dal vento.
Questo meccanismo contribuisce a spiegare le elevate concentrazioni di micro e nanoplastiche rilevate nell’aria, soprattutto in contesti urbani densamente popolati.
Tracciare i percorsi ambientali
La nuova metodologia utilizzata nello studio consente di seguire il movimento delle plastiche tra diversi comparti ambientali. Le particelle vengono tracciate attraverso percorsi che includono l’aria, la deposizione di polveri, la pioggia, la neve e la risospensione delle polveri dal suolo.
Questo approccio integrato permette di avere una visione più completa del ciclo ambientale delle microplastiche e di comprendere come esse si spostino continuamente tra atmosfera, superfici terrestri e sistemi idrici.
I risultati nelle città cinesi
I ricercatori dell’Institute of Earth Environment della Chinese Academy of Sciences hanno applicato la nuova tecnica in due città cinesi, rilevando concentrazioni di plastica nell’aria molto più elevate rispetto a quelle riportate in studi precedenti. Le quantità individuate sono state definite enormi dagli stessi scienziati.
Questi risultati rafforzano l’idea che le microplastiche siano ormai ubiquitarie e rappresentino una forma di inquinamento diffusa a livello globale. La presenza di particelle di plastica nell’aria solleva nuove preoccupazioni per la salute umana e sottolinea la necessità di approfondire gli effetti dell’inalazione di micro e nanoplastiche, oltre a rafforzare le politiche di riduzione della plastica all’origine.
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