Microplastiche nei tessuti tumorali della prostata, studio pilota USA accende l’allarme
Uno studio pilota condotto dai ricercatori della New York University Langone Health, del Perlmutter Cancer Center e del Center for the Investigation of Environmental Hazards ha analizzato i tessuti prostatici di dieci pazienti sottoposti a prostatectomia radicale. In nove casi su dieci sono state individuate microplastiche nei tessuti tumorali, con concentrazioni mediamente 2,5 volte superiori rispetto ai campioni di tessuto sano circostante. I ricercatori hanno utilizzato strumenti altamente controllati e camere bianche per evitare contaminazioni, identificando quantità, composizione chimica e struttura delle particelle analizzando dodici dei polimeri più comuni.
Analisi dettagliata dei campioni e metodologia
Durante gli interventi chirurgici di rimozione dell’intera prostata, i ricercatori hanno raccolto campioni tumorali e benigni. Per identificare le microplastiche hanno impiegato apparecchiature specializzate in grado di determinare quantità e composizione delle particelle. Il tessuto canceroso conteneva in media 40 microgrammi di plastica per grammo, contro 16 microgrammi nei tessuti sani. Per ridurre al minimo le contaminazioni da strumenti plastici comuni, il team ha sostituito materiali e utensili con alluminio, vetro e cotone e ha operato in camere bianche con controllo ambientale rigoroso.
Come le microplastiche entrano e si accumulano nell’organismo
Le microplastiche derivano dalla frammentazione di plastica proveniente da imballaggi alimentari, cosmetici e oggetti di uso quotidiano, sottoposta a calore o trattamenti chimici. Possono essere ingerite con cibo e acqua, inalate dall’aria o assorbite attraverso la pelle. Studi precedenti hanno rilevato microplastiche in sangue, polmoni, fegato, placenta e fluidi corporei. L’ipotesi degli scienziati è che queste particelle possano scatenare una risposta infiammatoria cronica, danneggiando progressivamente le cellule e favorendo alterazioni genetiche che portano alla formazione di tumori.
Implicazioni per la salute
Sebbene i dati siano preliminari, lo studio evidenzia un possibile fattore di rischio ambientale per il cancro alla prostata. I ricercatori, tra cui l’italiano Vittorio Albergamo, suggeriscono di valutare normative più severe per limitare l’esposizione alle microplastiche. I prossimi passi includono studi con campioni più ampi e ricerche sugli effetti biologici delle particelle a livello cellulare, per capire se l’accumulo osservato contribuisca allo sviluppo della malattia o rappresenti solo un indicatore di esposizione.
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