I “Custodi del Mare” di Spadafora: quando la pesca diventa alleata dell’ecosistema. Il progetto NETTAG+
Esiste un legame invisibile e profondo che unisce le mani di chi getta le reti alla salute delle nostre acque; un patto silenzioso che resiste al tempo e alle tempeste. Sabato 11 aprile 2026, questo legame è diventato visibile a tutti nell’Area del Pesce Cantato a Spadafora, in Sicilia. Il WWF ha presentato i risultati del progetto europeo NETTAG+, trasformando una mattinata di ricerca scientifica in una festa di comunità dove la street art ha sigillato un nuovo accordo tra uomo e natura.
Finanziato dal programma Horizon Europe, NETTAG+ non è stato solo un esperimento tecnologico, ma una sfida culturale: dimostrare che i pescatori locali sono i primi e più importanti difensori della biodiversità marina.
La piaga delle “reti fantasma” e il nemico silenzioso
Il mare oggi è in forte sofferenza. Come documentato nel video del progetto, milioni di rifiuti finiscono ogni giorno tra le onde, ma tra i più pericolosi ci sono gli attrezzi da pesca fantasma: reti abbandonate o perse accidentalmente che continuano a pescare da sole per decenni, intrappolando pesci, tartarughe e mammiferi marini in un ciclo infinito di morte.
Questi rifiuti non danneggiano solo l’ecosistema, ma colpiscono duramente l’economia locale. I pescatori di Spadafora raccontano come la plastica e i detriti finiscano nelle loro reti, compromettendo il pescato e costringendoli a costose riparazioni delle attrezzature. In un Mediterraneo dove le specie ittiche sono diminuite drasticamente a causa dell’inquinamento e dello sfruttamento, il ruolo del pescatore deve evolversi.
NETTAG+: Tecnologia e tradizione al servizio del Capitale Blu
Il progetto NETTAG+ ha introdotto soluzioni innovative per prevenire, evitare e mitigare l’impatto ambientale della pesca. Attraverso l’uso della tecnologia, è ora possibile tracciare meglio le attrezzature e intervenire tempestivamente in caso di perdita accidentale. Ma la vera innovazione è stata il coinvolgimento umano: i pescatori artigianali sono diventati parte attiva della trasformazione verso la sostenibilità.
Oggi, chi vive di mare si impegna a:
- Prevenire la dispersione accidentale di rifiuti durante le battute di pesca.
- Raccogliere e classificare i rifiuti che finiscono accidentalmente nelle reti.
- Segnalare le situazioni critiche e i depositi di reti fantasma sui fondali.
Questa collaborazione è vitale se consideriamo che il Capitale Blu del Mediterraneo genera un valore annuo stimato in 450 miliardi di dollari. Tutelare questo patrimonio non è solo un dovere morale, ma una necessità economica per garantire il futuro delle marinerie italiane.
L’arte come ringraziamento: il murale di NessuNettuno
Per rendere tangibile questo sforzo, il WWF ha inaugurato una monumentale opera di street art realizzata dall’artista NessuNettuno. Il murale, situato nell’area del “Pesce Cantato”, non è una semplice decorazione, ma un ringraziamento visivo alla comunità di Spadafora. L’opera simboleggia la figura del pescatore custode, un ponte tra il mito e la modernità.
L’inaugurazione è stata accompagnata da un approccio narrativo trasversale. I dati scientifici del Rapporto NETTAG+ sono stati “restituiti” ai lavoratori del mare attraverso le cartoline poetiche di Alessandra Zaffiro, mentre l’attrice Donatella La Macchia ha riportato in vita il mito di Colapesce, facendo dialogare la leggenda con le sfide ecologiche contemporanee.
Qui il video Youtube del prrogetto: https://youtu.be/1kvKpolamjk?si=QBEMGpvvQO2ee83V
Generazione Mare: il futuro è nelle mani dei giovani
Il progetto NETTAG+ si inserisce nella più ampia cornice della Campagna Our Nature del WWF Italia e nella creazione della Generazione Mare. L’evento di Spadafora ha coinvolto attivamente i più giovani, permettendo loro di testare videogiochi educativi nati proprio dal progetto per insegnare la tutela degli oceani divertendosi.
Come sottolineato nel video celebrativo, “il mare si protegge solo se lo si fa insieme”. La sfida di Spadafora dimostra che è possibile cambiare rotta partendo dal basso, unendo ricercatori, aziende, enti locali e, soprattutto, chi il mare lo vive ogni giorno per lavoro.
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