L’ONU rompe lo stallo sulla plastica: Julio Cordano è il nuovo arbitro della sfida globale
Dopo mesi di paralisi diplomatica e tensioni tra gli Stati, il negoziato più importante del secolo per la tutela degli oceani ha finalmente un nuovo leader. Si sono chiusi a Ginevra i lavori della sessione INC-5.3 con l’elezione a larga maggioranza di Julio Cordano Sagredo, diplomatico cileno di lungo corso, alla guida del Global Plastics Treaty.
Cordano, già Direttore del dipartimento clima e oceani del Cile, eredita una patata bollente: trasformare un ammasso di bozze contrastanti nel primo trattato giuridicamente vincolante della storia per fermare l’inquinamento da plastica alla radice.

Il “colpo di mano” del Cile: fiducia record al primo ballottaggio
L’elezione di Cordano non è stata una vittoria di misura. Il diplomatico è passato al primo ballottaggio, incassando un consenso trasversale che sa di mandato imperativo: bisogna correre. Il negoziato si era arenato nella precedente sessione INC-5.2, incapace di produrre un testo condiviso che mettesse d’accordo i produttori di idrocarburi e i paesi che chiedono la riduzione drastica della produzione di polimeri vergini.
Plastic Free Onlus: “Il tempo delle chiacchiere è scaduto”
Ai tavoli di Ginevra, l’unica voce italiana presente è quella di Plastic Free Onlus. L’associazione non usa mezzi termini nel commentare la nomina.
“La nomina del nuovo Chair deve tradursi rapidamente in un cambio di passo concreto,” dichiara Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director di Plastic Free. “Dopo mesi complessi, bisogna riportare il confronto su obiettivi ambiziosi. Come società civile continueremo a vigilare affinché si producano risultati reali, non semplici equilibri diplomatici.”
L’ombra (e la luce) dell’High Seas Treaty
La nomina di Cordano avviene in un momento simbolico: l’entrata in vigore dell’High Seas Treaty, lo storico accordo per la tutela del mare profondo. Secondo gli esperti, questo dimostra che il multilateralismo può ancora vincere contro gli interessi particolari. Il Trattato sulla Plastica è il “fratello gemello” necessario: non puoi proteggere il mare aperto se non chiudi il rubinetto dei rifiuti che arriva dalla terraferma.
Le sfide di Cordano: riduzione alla fonte o semplice riciclo?
Il nodo del contendere resta lo stesso: quanto coraggio avrà il nuovo Chair?
- La linea dura (supportata da Plastic Free): Ridurre la produzione di plastica alla fonte, colpendo gli interessi delle lobby petrolchimiche.
- La linea morbida: Puntare tutto su riciclo e gestione dei rifiuti, una soluzione che molti scienziati ritengono ormai insufficiente.
Cordano dovrà navigare in queste acque agitate per consegnare al mondo un trattato che non sia solo “carta straccia”, ma uno strumento di controllo solido con responsabilità chiare per tutti gli Stati membri.
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