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Orologio dell’Apocalisse mai così vicino alla mezzanotte: 85 secondi dalla catastrofe

Orologio dell’Apocalisse mai così vicino alla mezzanotte: 85 secondi dalla catastrofe

L’Orologio dell’Apocalisse è stato impostato a 85 secondi dalla mezzanotte, la distanza più breve mai registrata dal momento simbolico della catastrofe globale. L’annuncio arriva dal Bulletin of the Atomic Scientists, che attraverso il suo Science and Security Board lancia un appello urgente alla comunità internazionale per affrontare minacce sempre più interconnesse e pericolose.

Secondo gli esperti, il mondo si trova in una fase di estrema vulnerabilità, caratterizzata dall’aumento dei rischi nucleari, dall’uso incontrollato dell’intelligenza artificiale, dalle minacce biologiche emergenti e dal persistente aggravarsi della crisi climatica.

Perché l’Orologio dell’Apocalisse segna un nuovo record

L’orario dell’Orologio viene stabilito ogni anno dal Science and Security Board del Bulletin of the Atomic Scientists, in consultazione con un Consiglio degli Sponsor che include otto Premi Nobel. Nel gennaio 2025 l’Orologio era stato portato a 89 secondi dalla mezzanotte, ma nel 2026 la situazione è ulteriormente peggiorata.

Tra i fattori che hanno contribuito a questo nuovo avvicinamento figurano la crescente instabilità geopolitica, l’espansione e la modernizzazione degli arsenali nucleari, l’indebolimento degli accordi internazionali e la mancanza di cooperazione globale su temi chiave per la sicurezza dell’umanità.

a2 Orologio dell’Apocalisse mai così vicino alla mezzanotte: 85 secondi dalla catastrofe

Armi nucleari e ritorno alla logica della competizione

Secondo gli scienziati, il rischio nucleare rappresenta ancora una delle minacce più immediate. Sempre più Stati fanno affidamento sulle armi nucleari non solo come deterrente, ma anche come strumento di coercizione geopolitica. Centinaia di miliardi di dollari vengono investiti nella modernizzazione degli arsenali, mentre il dialogo sul controllo degli armamenti si è progressivamente indebolito.

Il Bulletin sottolinea che nessuna corsa agli armamenti può rendere il mondo più sicuro e che l’unico modo per ridurre il pericolo nucleare resta la stipula di accordi vincolanti e la riattivazione di meccanismi affidabili di comunicazione e gestione delle crisi.

Intelligenza artificiale e nuovi rischi globali

Le tecnologie dirompenti, in particolare l’intelligenza artificiale, rappresentano un altro elemento centrale nell’analisi del 2026. Gli esperti avvertono che l’integrazione dell’IA nei sistemi militari, soprattutto nei meccanismi di comando e controllo nucleare, aumenta il rischio di errori, escalation involontarie e perdita di controllo umano.

Il Bulletin chiede l’adozione di linee guida internazionali condivise e accordi multilaterali per garantire che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale non amplifichi le minacce esistenziali, ma venga invece orientato verso un uso responsabile e sicuro.

Crisi climatica e sicurezza globale

Il cambiamento climatico continua a essere considerato un moltiplicatore di rischi. Eventi estremi sempre più frequenti, insicurezza alimentare, migrazioni forzate e instabilità economica contribuiscono a indebolire la sicurezza globale.

Secondo gli scienziati del Bulletin, ridurre le emissioni di gas serra resta una priorità assoluta. Le tecnologie per le energie rinnovabili sono ormai mature ed economicamente competitive, ma servono politiche basate sulla scienza, investimenti su larga scala e una cooperazione internazionale più solida per evitare gli scenari peggiori.

Biosicurezza e minacce emergenti

Un’ulteriore fonte di preoccupazione riguarda la sicurezza biologica. Lo sviluppo incontrollato della biologia sintetica, la convergenza tra intelligenza artificiale e biotecnologie e la possibilità di nuove armi biologiche pongono sfide senza precedenti.

Gli esperti avvertono che la capacità di risposta agli eventi biologici si è ridotta in molti Paesi e che solo attraverso partnership internazionali, tra governi, industria e comunità scientifica, sarà possibile prevenire scenari catastrofici.

Disinformazione e crisi della fiducia

Accanto alle minacce tecnologiche e ambientali, il Bulletin richiama l’attenzione su un problema trasversale: la crisi dell’informazione. La diffusione di disinformazione mina la fiducia pubblica, rende difficile la cooperazione tra Stati e ostacola l’adozione di politiche basate sui fatti.

Secondo gli esperti, senza una realtà condivisa non è possibile affrontare efficacemente né il rischio nucleare, né il collasso climatico, né le sfide poste dall’intelligenza artificiale.

Un simbolo che invita ad agire

Fondato nel 1945 da Albert Einstein, J. Robert Oppenheimer e altri scienziati coinvolti nel Progetto Manhattan, il Bulletin of the Atomic Scientists creò l’Orologio dell’Apocalisse nel 1947 come simbolo delle minacce create dall’uomo stesso.

Oggi, con le lancette a soli 85 secondi dalla mezzanotte, l’Orologio rappresenta un monito chiaro: il tempo per agire si sta esaurendo, ma esiste ancora la possibilità di invertire la rotta. Secondo gli scienziati, solo una leadership responsabile e una cooperazione globale concreta possono allontanare l’umanità dal punto di non ritorno.

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