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Dal ghiaccio antartico segnali cruciali sul riscaldamento globale e l’innalzamento dei mari

Dal ghiaccio antartico segnali cruciali sul riscaldamento globale e l’innalzamento dei mari

In Antartide è stata recentemente completata una perforazione scientifica da record presso il sito Crary Ice Rise, uno dei luoghi più remoti del pianeta. Il campo di ricerca è stato allestito direttamente sul ghiaccio, a circa 700 chilometri dalla base più vicina, la Scott Base neozelandese, affacciata sul Mare di Ross. Le condizioni ambientali estreme e l’isolamento geografico rendono questa impresa una delle più complesse mai realizzate nel continente antartico.

Il progetto internazionale SWAIS2C

La spedizione rientra nel progetto SWAIS2C (Sensitivity of the West Antarctic Ice Sheet to 2°C), un programma scientifico internazionale che coinvolge ricercatori, ingegneri e tecnici provenienti da dieci Paesi: Nuova Zelanda, Stati Uniti, Germania, Australia, Giappone, Spagna, Repubblica di Corea, Paesi Bassi, Regno Unito e Italia. L’obiettivo è comprendere come la Calotta Glaciale dell’Antartide Occidentale possa reagire a un aumento della temperatura media globale di 2°C rispetto all’era preindustriale.

Obiettivi scientifici e rischio climatico globale

Il progetto SWAIS2C mira a determinare se la Piattaforma di Ross e la Calotta Glaciale dell’Antartide Occidentale possano andare incontro a una fusione irreversibile a causa del riscaldamento globale. La Piattaforma di Ross rappresenta la più grande massa di ghiaccio galleggiante al mondo e svolge un ruolo chiave nel contenere la calotta continentale retrostante. Il suo indebolimento progressivo potrebbe innescare un collasso a catena con conseguenze globali.

Risultati della perforazione

Nonostante le difficoltà operative, la perforazione ha raggiunto una profondità di 228 metri, superando di 28 metri l’obiettivo iniziale. Durante le operazioni sono stati individuati sedimenti risalenti a milioni di anni fa, fondamentali per ricostruire la storia climatica e glaciale dell’Antartide Occidentale. Questi campioni forniscono informazioni cruciali sui periodi passati in cui la calotta si è ridotta o è scomparsa, offrendo un confronto diretto con gli scenari climatici futuri.

Il possibile innalzamento del livello del mare

La Calotta Glaciale dell’Antartide Occidentale è oggi in parte protetta dalla Piattaforma di Ross. Se quest’ultima dovesse fondere completamente, il conseguente scioglimento della calotta potrebbe provocare un innalzamento del livello del mare compreso tra 4 e 5 metri. Un simile scenario avrebbe effetti devastanti sulle coste di tutto il mondo, rendendo lo studio dei punti di non ritorno climatici una priorità assoluta.

Il contributo italiano al progetto SWAIS2C

Il progetto SWAIS2C è finanziato nell’ambito dell’International Continental Drilling Program, con il contributo economico di tutte le nazioni partecipanti. L’Italia gioca un ruolo di primo piano attraverso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Come spiegato dal presidente dell’INGV Fabio Florindo, l’Istituto è coinvolto nella governance del progetto e partecipa attivamente alle analisi scientifiche della carota di sedimenti, mettendo a disposizione competenze avanzate in cronostratigrafia, vulcanologia, petrologia e paleomagnetismo.

Gli enti italiani coinvolti nella ricerca

Oltre all’INGV, partecipano al progetto anche l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale e le Università di Siena, Trieste e Genova. Il contributo congiunto di questi enti rafforza la presenza italiana nella ricerca polare e nello studio dei cambiamenti climatici, confermando l’importanza della cooperazione internazionale per affrontare le sfide globali legate al clima.

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