L’esposizione anche a basse dosi ai pesticidi accelera l’invecchiamento dei pesci
In dosi elevate i pesticidi sono tossici e letali per i pesci, ma anche quantità più basse, considerate sicure in ambito normativo, possono rappresentare un pericolo. L’esposizione cronica a questi composti accelera l’invecchiamento e riduce la durata della vita degli animali acquatici.
Uno studio pubblicato sulla rivista Science, guidato dall’Università cinese di geoscienze di Wuhan, ha valutato gli effetti del clorpirifos, un pesticida vietato in Europa ma ancora utilizzato in Cina, in alcune zone degli Stati Uniti e in altri Paesi. I risultati sottolineano come le valutazioni della sicurezza dei composti chimici debbano considerare anche gli effetti a lungo termine, suggerendo rischi potenzialmente simili per l’uomo.
Invecchiamento accelerato nei pesci
I ricercatori, guidati da Kai Huang, hanno analizzato oltre 24mila pesci provenienti da laghi contaminati e non. Gli esperimenti di laboratorio prevedevano l’esposizione a dosi controllate di clorpirifos.
I dati indicano che i pesci sottoposti a esposizione ripetuta mostrano segni di invecchiamento precoce rispetto a individui della stessa età. In particolare, presentano telomeri più corti e un accumulo maggiore di lipofuscina, nota come ‘pigmento dell’invecchiamento’, prodotto di scarto metabolico che si accumula nelle cellule con l’avanzare dell’età.
Riproduzione e biodiversità a rischio
Le popolazioni di pesci nei laghi contaminati mostrano una scarsità di individui anziani. Questo fenomeno suggerisce che l’esposizione cronica ai pesticidi riduce la durata della vita e può avere gravi conseguenze ecologiche. Gli esemplari più longevi svolgono un ruolo fondamentale nella riproduzione, nella diversità genetica e nella stabilità della popolazione: la loro perdita compromette l’equilibrio dell’intero ecosistema.
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