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Pichetto Fratin: “Se il gas supera i 70 euro si riaccendono le centrali a carbone”

centrale carbone pichetto

Pichetto Fratin: “Se il gas supera i 70 euro si riaccendono le centrali a carbone”

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha confermato che le centrali a carbone di Civitavecchia e Brindisi possono tornare operative rapidamente in caso di emergenza energetica. Secondo il ministro, basterebbe un decreto del Mase per avviare la produzione, che potrebbe superare i 10 terawattora, considerando che l’Italia consuma poco più di 310 TWh all’anno.

Condizioni economiche e decreto atteso

La riattivazione delle centrali è però vincolata al prezzo del gas, che deve stabilizzarsi oltre i 70 euro per tonnellata. Il decreto sulla salvaguardia del carbone era previsto nel Consiglio dei ministri del 18 marzo, ma alla fine sono state approvati soltanto i provvedimenti sul caro carburante con le riduzioni temporanee delle accise. Intanto, il governo monitora gli stoccaggi di gas, sperando in un’inversione della curva dei prezzi nelle prossime settimane.

Impatto sulla manifattura italiana

Pichetto Fratin ha sottolineato la gravità della situazione per l’industria nazionale, con costi energetici che mettono a rischio molte aziende. Le imprese che hanno sottoscritto contratti a prezzo fisso sono le più tutelate, dimostrando che il disaccoppiamento tra prezzo del gas e bollette elettriche è già attuabile per chi ha anticipato le mosse del mercato.

Sicurezza degli approvvigionamenti e rete diversificata

Rispetto alla crisi post-Ucraina, il governo rivendica una maggiore solidità negli approvvigionamenti, grazie a una rete di fornitori più ampia e diversificata. La strategia punta a garantire continuità energetica in un periodo caratterizzato da elevata volatilità dei prezzi.

Critiche alle amministrazioni regionali e rallentamenti delle rinnovabili

Il ministro ha anche criticato le amministrazioni regionali per i ritardi nelle autorizzazioni ai progetti di energia rinnovabile. Secondo Pichetto Fratin, circa 150 gigawatt di impianti sono bloccati, rallentando la transizione energetica. Il paradosso evidenziato riguarda partiti che a livello nazionale chiedono più investimenti green, ma a livello locale ostacolano le autorizzazioni.

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