Acqua santa senza plastica: la rivoluzione green della Chiesa parte da Chioggia
Non era mai successo prima. In un’epoca in cui l’attivismo ambientale e le istituzioni religiose viaggiano spesso su binari paralleli, a Chioggia è stato abbattuto un muro. Presso la Curia Vescovile è stato firmato il primo patto di collaborazione in Italia tra Plastic Free Onlus e una Diocesi.
L’accordo, siglato dal Vescovo Monsignor Giampaolo Dianin e da Riccardo Mancin (referente nazionale di Plastic Free), trasforma le parrocchie in “avamposti ecologici”. Ma non chiamatela moda: è una scelta politica e spirituale che affonda le radici nell’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco.
Addio monouso tra i banchi: la Chiesa dichiara guerra alla plastica
Il cuore dell’intesa è un impegno concreto che colpirà le abitudini quotidiane di migliaia di fedeli. Il piano prevede:
- Riduzione della plastica monouso: Niente più bicchieri o piatti in plastica negli oratori e durante le feste parrocchiali.
- Sensibilizzazione trasversale: Plastic Free porterà i suoi progetti di educazione ambientale direttamente nelle comunità locali, coinvolgendo giovani e adulti.
- Azione sul territorio: Parrocchie che diventano centri di raccolta e sensibilizzazione per la pulizia di spiagge e argini.
Oltre la plastica: dalle trivelle alle comunità energetiche
La scelta della Diocesi di Chioggia non è isolata. Il Vescovo Dianin ha ribadito che questa firma è solo l’ultimo tassello di una strategia più ampia: dalla battaglia contro le trivellazioni di gas in Adriatico alla creazione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nelle parrocchie.
“Prendersi cura del creato non è una moda ma un impegno che non può essere marginale nella vita del cristiano,” ha dichiarato Monsignor Dianin. Una presa di posizione forte che sposta il baricentro della Chiesa locale verso una sostenibilità militante.
Un modello per tutta l’Italia?
Quello di Chioggia è un esperimento pilota. Riccardo Mancin non ha nascosto l’orgoglio per un patto nato “in casa”, ma l’obiettivo è replicare questo modello di sinergia tra fede e ambiente in tutte le diocesi italiane.
Se le parrocchie smettono di essere solo luoghi di culto per diventare centri di ecologia applicata, la portata del cambiamento potrebbe essere enorme: un esercito di volontari pronti a difendere la “Casa Comune” con la forza del volontariato e la rete capillare della Chiesa.
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