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Italia, emergenza rifiuti in spiagge e parchi: l’80% è di plastica

Italia, emergenza rifiuti in spiagge e parchi: l’80% è di plastica

A quattro anni dal recepimento della direttiva europea SUP (Single Use Plastics), in Italia la plastica tradizionale continua a essere il materiale più presente in spiagge e parchi urbani. Il nuovo studio di Legambiente “Beach e Park Litter” ha analizzato 40.388 rifiuti raccolti dal 2021 al 2024 in dieci spiagge e dieci parchi urbani, evidenziando che l’80% dei rifiuti è costituito da plastica tradizionale, sotto forma di imballaggi e oggetti usa e getta.

Tra i rifiuti più frequenti figurano tappi, buste, bottiglie e bicchieri in plastica. Seguono metalli, carta, vetro e ceramica, gomma, tessuti e legno. La bioplastica compostabile e biodegradabile rappresenta solo lo 0,2% dei rifiuti, ma è stata inserita come categoria a sé stante, rendendo unico il monitoraggio italiano.

Lo studio e i suoi obiettivi

La ricerca, realizzata grazie al supporto di circoli locali e al laboratorio del Dipartimento di Chimica dell’Università Sapienza di Roma, si basa sulla citizen science e su analisi di laboratorio che ne confermano la validità.

Quattro sono gli obiettivi principali:

1. Analizzare la dispersione delle bioplastiche compostabili post-consumo nell’ambiente.

2. Promuovere campagne di comunicazione per il corretto conferimento dei rifiuti in bioplastica.

3. Fornire indicazioni per migliorare la gestione del fine vita delle bioplastiche.

4. Migliorare il monitoraggio sul campo attraverso analisi specifiche sui materiali raccolti.

Focus sui dati: spiagge e parchi

Dall’indagine emerge che il 65,9% dei rifiuti è stato raccolto sulle spiagge e il 34,1% nei parchi urbani. Sulle spiagge, il 90,5% dei rifiuti è plastica tradizionale, mentre la bioplastica compostabile raggiunge solo lo 0,2%. Nei parchi urbani, i polimeri tradizionali rappresentano il 58,2% dei rifiuti, con importanti percentuali di metalli (15,4%), carta e cartone (13,6%) e vetro e ceramica (7,2%).

Il monitoraggio è stato effettuato con 108 sopralluoghi, suddivisi in sei periodi stagionali dal 2021 al 2024. I transetti sulle spiagge misuravano 100 metri lineari lungo la battigia, mentre nei parchi l’area monitorata era di 100 m².

Commento di Legambiente

Secondo Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, i rifiuti monouso rappresentano una minaccia per biodiversità, ambiente ed ecosistemi. Nonostante la direttiva SUP, il littering resta un’emergenza costante in Italia.

Per quanto riguarda le bioplastiche, i dati mostrano che la loro presenza nei rifiuti ambientali è marginale, confermando che queste rappresentano una soluzione efficace per la gestione dei rifiuti organici differenziati. Conoscere quantità e tipologie di bioplastiche consente di ottimizzare la raccolta e le politiche di prevenzione.

Rifiuti monouso più frequenti

Tra i rifiuti monouso, i tappi e i coperchi in plastica per bevande rappresentano il 4,4% del totale, seguiti dalle bottiglie di plastica ≤ 0,5 L (1,5%) e > 0,5 L (1,3%). Per le bioplastiche compostabili, le buste e gli shopper rappresentano lo 0,11% dei rifiuti totali e il 66,3% dei rifiuti in bioplastica raccolti.

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