Polizze case anti-calamità: ipotesi obbligo spaventa famiglie. Assoutenti: “Così è una beffa”
Dopo i devastanti eventi meteorologici che hanno colpito la Sicilia e il Sud Italia, il Governo starebbe valutando di estendere l’obbligo di assicurazione contro le calamità naturali anche alle abitazioni private. Una mossa che, secondo Assoutenti, rischia di trasformarsi in un “regalo alle compagnie assicuratrici” a causa delle troppe clausole, esclusioni e costi nascosti che caratterizzano i contratti attuali.

Le “trappole” delle polizze attuali
Secondo l’associazione dei consumatori, le coperture oggi sul mercato presentano squilibri che renderebbero l’obbligo insostenibile per molti proprietari. Ecco i punti più critici denunciati:
- Esclusioni eccellenti: Molte polizze base non coprono i fenomeni più distruttivi come terremoti, alluvioni, inondazioni e maremoti, richiedendo estensioni accessorie molto costose.
- Parti esterne scoperte: Spesso il risarcimento è negato per danni a balconi, tetti, canne fumarie, antenne e pannelli fotovoltaici.
- La clausola del vicinato: Alcune compagnie pagano solo se anche le abitazioni limitrofe hanno subito danni evidenti, rendendo difficile il rimborso per singoli eventi localizzati.
- Costi occulti: Franchigie e scoperti (la parte di danno che resta a carico del cittadino) sono in aumento, mentre i massimali (la cifra massima rimborsata) tendono a ridursi.
Il rischio “Beffa” per l’assicurato
| Voce di Costo/Clausola | Impatto sul Cittadino |
| Premi Annuali | Variabili in base al rischio idrogeologico della zona. |
| Franchigie | Quota fissa (anche migliaia di euro) sempre a carico del proprietario. |
| Eventi Catastrofali | Terremoti e Alluvioni spesso esclusi dalla polizza standard. |
| Manutenzione | Spesso obbligatoria per mantenere valida la copertura. |
La posizione di Assoutenti: “Serve un confronto”
Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, è categorico: nessun obbligo può essere calato dall’alto senza una revisione profonda del settore.
“Il rischio è che eventuali imposizioni si traducano in un danno per le famiglie. Non accetteremo obblighi senza un tavolo tecnico che elimini gli squilibri a favore delle imprese assicuratrici.”
L’associazione sottolinea inoltre che i costi delle polizze salgono vertiginosamente proprio nelle aree a forte rischio idrogeologico, paradossalmente quelle dove i cittadini avrebbero più bisogno di protezione ma dove le compagnie applicano tariffe spesso proibitive o clausole di esclusione ancora più rigide.
Verso un dibattito nazionale
Il tema dell’assicurazione obbligatoria per le case riapre il dibattito sulla gestione dei rischi naturali in Italia. Mentre il Governo vede nello strumento assicurativo un modo per alleggerire i costi dello Stato per le ricostruzioni, i consumatori chiedono garanzie su trasparenza, equità dei premi e certezza dei risarcimenti.
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