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Diabete e clima, prevenire la malattia riduce anche le emissioni di CO2

Diabete e clima, prevenire la malattia riduce anche le emissioni di CO2

Evitare che la glicemia alta, condizione nota come prediabete, evolva in diabete di tipo 2 attraverso modifiche dello stile di vita potrebbe avere benefici non solo sulla salute, ma anche sull’ambiente. A evidenziarlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica open access BMJ Open, che collega la prevenzione e la gestione del diabete a una significativa riduzione delle emissioni di gas serra generate dall’assistenza sanitaria.

Secondo le stime degli autori, una prevenzione efficace del diabete di tipo 2 potrebbe più che dimezzare l’impronta di carbonio associata al trattamento delle complicanze, mentre una gestione ottimale della malattia consentirebbe una riduzione delle emissioni pari al 21%.

Diabete: un’emergenza sanitaria globale

Nel 2021, circa 537 milioni di adulti nel mondo convivevano con il diabete, un numero destinato a crescere fino a 783 milioni entro il 2045. La malattia rappresenta una delle principali sfide sanitarie globali, sia per l’elevata prevalenza sia per le gravi complicanze a lungo termine che interessano cuore, reni, occhi e sistema nervoso.

Le conseguenze del diabete non si limitano alla salute individuale, ma incidono pesantemente anche sui sistemi sanitari, aumentando la domanda di cure, farmaci e ricoveri ospedalieri.

L’impatto sanitario ed economico della malattia

Nel solo 2021, il diabete e le sue complicanze hanno causato circa 6,7 milioni di morti a livello globale. Nel Regno Unito si stimano circa 140mila decessi, con un costo complessivo per il servizio sanitario nazionale pari a 14 miliardi di sterline.

Nonostante l’esistenza di linee guida cliniche basate su solide evidenze scientifiche, oltre una persona su tre in Inghilterra e Galles non raggiunge i valori raccomandati di HbA1c, il parametro utilizzato per valutare il controllo glicemico nel lungo periodo. Questo contribuisce all’aumento delle complicanze e dei costi assistenziali.

Prevenzione e riduzione delle emissioni

Lo studio ha analizzato due scenari principali. Il primo riguarda la prevenzione della progressione dal prediabete al diabete di tipo 2 attraverso interventi su dieta ed esercizio fisico nelle persone di età superiore ai 40 anni.

I risultati indicano che impedire l’evoluzione della malattia ridurrebbe le complicanze renali del 73% e quelle oculari del 59%. Questo si tradurrebbe in una diminuzione del 67% delle emissioni di CO2 associate all’assistenza sanitaria nel corso della vita dei pazienti.

Gestione del diabete e benefici clinici e ambientali

Il secondo scenario prende in esame la gestione del diabete di tipo 2 con un trattamento farmacologico adeguato in soggetti di età pari o superiore ai 54 anni. Un controllo efficace della malattia consentirebbe di guadagnare circa due anni di vita in buona salute e di ridurre le emissioni di gas serra del 21% rispetto a un diabete non controllato.

La riduzione delle complicanze, in particolare di quelle cardiovascolari e renali, risulta determinante nel contenere l’impatto ambientale legato all’uso intensivo di risorse sanitarie.

Salute e sostenibilità

Secondo i ricercatori, una prevenzione efficace del diabete di tipo 2 attraverso dieta ed esercizio fisico, insieme a una gestione tempestiva e basata sulle evidenze scientifiche, può migliorare in modo significativo i risultati clinici e contribuire alla sostenibilità ambientale dei sistemi sanitari.

Integrare politiche di prevenzione, promozione di stili di vita sani e cure appropriate rappresenta quindi una strategia vincente per ridurre il peso del diabete sulla salute pubblica e sull’ambiente, dimostrando come tutela della salute e lotta al cambiamento climatico possano procedere insieme.

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