Impennata dei prezzi del gas in Europa: costi energetici raddoppiati dopo il conflitto in Iran
Dall’inizio dell’attacco di USA e Israele in Iran, i prezzi del gas hanno subito un’impennata che ha raddoppiato il costo dell’energia elettrica prodotta da centrali a gas in tutta Europa. Secondo la nuova analisi del think tank Ember, nei primi dieci giorni del conflitto la spesa europea per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di 2,5 miliardi di euro.
Effetti sulle bollette e differenze tra Paesi
L’aumento dei prezzi del gas ha avuto un impatto molto maggiore sul costo dell’elettricità rispetto al prezzo del carbonio. Nei Paesi che dipendono fortemente dal gas, come Italia e Belgio, il raddoppio dei costi si è tradotto in bollette più care. Paesi con un mix energetico più diversificato, come Spagna, Portogallo, Francia e i paesi nordici, hanno risentito meno dell’impennata grazie alla quota più alta di rinnovabili e alla flessibilità della domanda.

Conseguenze economiche e costi delle importazioni
La spesa totale dell’UE per l’importazione di combustibili fossili è aumentata negli ultimi anni, passando da 313 miliardi di euro nel 2021 a 693 miliardi nel 2022, per poi scendere a 376 miliardi nel 2024. Ember sottolinea che l’impennata attuale dei prezzi comporterà ulteriori costi significativi per consumatori e imprese, influenzando anche trasporti, riscaldamento e produzione alimentare.
Cause globali dell’impennata
Secondo Ember, il rialzo dei prezzi è legato agli attacchi in Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui passa circa un quinto delle forniture globali di petrolio e gas. La sospensione della produzione di gas naturale liquefatto a Ras Laffan in Qatar ha ulteriormente ridotto l’offerta globale, provocando un aumento immediato dei prezzi del gas e del petrolio a livello internazionale.
Necessità di un sistema energetico resiliente
Ember evidenzia come l’energia pulita abbinata all’elettrificazione rappresenti l’unico modo per proteggersi da futuri shock dei prezzi. Paesi che hanno investito più rapidamente in rinnovabili e batterie mostrano una maggiore resilienza, mentre gli altri dovranno accelerare la transizione per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
Prezzi marginali, costo del carbonio e alternative pulite
Il think tank ricorda che l’eliminazione dei costi del carbonio non ridurrebbe significativamente le bollette, poiché il gas rappresenta la quota più rilevante del prezzo finale dell’elettricità. Solo investimenti in energie rinnovabili, sistemi di accumulo e flessibilità della domanda possono garantire stabilità dei prezzi e protezione dai futuri aumenti dei costi dei combustibili fossili.
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