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Smog: a Roma nel 2025 NO2 sotto i limiti per la prima volta, ma allarme PM10 nel Lazio

Smog: a Roma nel 2025 NO2 sotto i limiti per la prima volta, ma allarme PM10 nel Lazio

Nel 2025 Roma segna un risultato storico sul fronte della qualità dell’aria: per la prima volta il biossido di azoto, l’inquinante più strettamente legato al traffico veicolare, è rimasto entro i limiti di legge. I dati emergono dalle rilevazioni dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Lazio, Arpa, e confermano un trend di miglioramento progressivo osservato negli ultimi cinque anni su scala regionale. Un quadro incoraggiante che convive però con alcune criticità ancora irrisolte, in particolare sul fronte delle polveri sottili.

Il monitoraggio

La rete di monitoraggio di Arpa Lazio nel 2025 ha contato 53 postazioni distribuite sul territorio regionale. Di queste, 33 sono situate nella provincia di Roma, con 13 centraline attive all’interno della Capitale. Le altre postazioni sono localizzate a Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti, consentendo una copertura capillare dei principali contesti urbani, suburbani e rurali.

Le rilevazioni mostrano un miglioramento generalizzato degli inquinanti legati al traffico, frutto di politiche ambientali e di mobilità attuate negli ultimi anni.

NO2 a Roma

Per quanto riguarda Roma, i valori medi annuali di biossido di azoto registrati nelle 13 centraline urbane sono risultati tutti inferiori alla soglia di legge fissata a 40 nanogrammi per metro cubo.

Nel 2025 l’area più esposta all’inquinamento da NO2 è stata quella in prossimità della centralina di Eur Fermi, con un valore medio di 37 nanogrammi per metro cubo. All’estremo opposto, la zona più salubre è risultata quella della Tenuta del Cavaliere, con una media annua di 15 nanogrammi per metro cubo.

In generale, l’area ovest della Capitale, da Castel di Guido a Malagrotta, appare meno interessata dall’inquinamento rispetto ad altre zone ad alta densità di traffico come Corso Francia e Tiburtina, con valori medi di 34 nanogrammi per metro cubo, seguite da San Giovanni con 32.

Polveri sottili

Diverso il quadro relativo alle polveri sottili, in particolare al PM10. Su base regionale, nel 2025 si registra una riduzione delle zone che hanno superato i limiti di legge rispetto all’anno precedente, segnale di un miglioramento complessivo. Gli sforamenti hanno interessato 19 aree a traffico urbano, 5 zone urbane residenziali, 2 aree suburbane e una quota minima di zone rurali.

Le situazioni più critiche si concentrano però nel territorio della provincia di Frosinone. A Ceccano, a fronte di un limite massimo di 35 superamenti annui del valore giornaliero di 50 nanogrammi per metro cubo, le centraline Arpa hanno registrato 72 sforamenti nel corso del 2025. A Cassino, invece, si rilevano i valori medi annui più elevati sia di PM10 sia di PM2,5.

Nel complesso, tre centraline della Valle del Sacco hanno superato ampiamente la soglia dei 35 giorni di sforamento annui, confermando la persistenza di un problema ambientale strutturale.

Le politiche ambientali

Secondo l’assessorato regionale all’Ambiente, i dati del 2025 certificano l’efficacia di un lavoro basato su monitoraggi costanti e decisioni fondate su evidenze scientifiche. Gli investimenti nella mobilità sostenibile, le politiche di riduzione delle emissioni e le misure di efficientamento energetico stanno producendo benefici concreti sia per la salute dei cittadini sia per la qualità dell’ambiente.

Il miglioramento registrato sul biossido di azoto rappresenta un traguardo significativo per Roma e per il Lazio, ma la situazione delle polveri sottili indica la necessità di interventi mirati e territorialmente differenziati, soprattutto nelle aree più vulnerabili.

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