Qualità dell’aria in Piemonte, Torino Respira: i dati ARPA smentiscono l’ottimismo della Regione
Il Comitato Torino Respira interviene con un’analisi dettagliata dei dati ufficiali ARPA per commentare il recente comunicato del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dell’Assessore all’Ambiente Matteo Marnati sullo stato della qualità dell’aria. Secondo il Comitato, la narrazione istituzionale fornirebbe una visione parziale della realtà, tralasciando elementi fondamentali per la tutela della salute pubblica.
Polveri sottili: superamenti diffusi e persistenti
Nel 2025 le tre stazioni ARPA di Torino che monitorano il PM2,5 hanno registrato un numero elevato di giorni oltre i limiti indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. A Lingotto si contano 145 superamenti, a Rebaudengo 165 e a Rubino 147. Questo significa che per oltre un giorno su tre i cittadini torinesi hanno respirato aria considerata dannosa per la salute.
Se si prendono come riferimento i limiti della nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria, meno stringenti rispetto a quelli OMS ma comunque vincolanti entro il 2030, i superamenti restano molto elevati: 92 giorni a Lingotto, 99 a Rebaudengo e 93 a Rubino, a fronte di un massimo consentito di 18 giorni all’anno.
Il confronto con il 2024 mostra un peggioramento. Lo scorso anno i superamenti dei criteri OMS erano stati 146 a Lingotto, 158 a Rebaudengo e 124 a Rubino, mentre quelli relativi alla nuova direttiva europea si fermavano a 89, 87 e 75 giorni.
Ozono: un inquinante estivo in aumento
Anche l’ozono, tipico inquinante dei mesi estivi e oggetto di una specifica campagna di monitoraggio civico del Comitato Torino Respira, presenta dati in peggioramento. Nel 2025 i superamenti dei valori obiettivo previsti dalla normativa vigente sono stati 46 giorni a Lingotto e 69 giorni a Rubino.
Nel 2024 i valori erano più bassi, rispettivamente 36 e 48 giorni. In entrambi i casi, i limiti di legge fissati a 25 giorni annui risultano superati di oltre il doppio, evidenziando una criticità strutturale che non trova riscontro nelle comunicazioni istituzionali più ottimistiche.
Biossido di azoto
La Regione Piemonte ha dichiarato che il biossido di azoto rispetta i limiti di legge, ma i dati ARPA raccontano una realtà più complessa. Nel 2025 i criteri OMS sono stati superati per 322 giorni a Rebaudengo, 250 giorni a Consolata, 214 a Lingotto e 193 a Rubino.
Inoltre, i limiti giornalieri previsti dalla nuova direttiva europea risultano superati di oltre il doppio a Consolata e di quasi quattro volte a Rebaudengo. Nel 2024 i valori erano solo leggermente inferiori, confermando una situazione di sostanziale stagnazione.
Meteo e cambiamento climatico
Secondo il Comitato Torino Respira, alcune differenze annuali possono essere attribuite alle condizioni meteorologiche, che influenzano la dispersione degli inquinanti. Altre sono legate al cambiamento climatico, che comporta estati più calde e soleggiate, favorendo la formazione di ozono, e inverni più miti, che riducono i giorni di accumulo degli inquinanti.
Tuttavia, questi fattori non possono giustificare una comunicazione parziale dei dati, che evidenzia solo gli indicatori in miglioramento ignorando quelli che restano critici.
Trasparenza e salute pubblica
L’inquinamento atmosferico è un fenomeno complesso e multifattoriale. Alcuni parametri mostrano segnali positivi, mentre altri continuano a superare ampiamente i limiti raccomandati per la tutela della salute. Per il Comitato Torino Respira, tutti i dati dovrebbero essere presentati in modo completo, onesto e comprensibile alla cittadinanza.
Fornire una rappresentazione parziale della realtà, selezionando solo i numeri più favorevoli, è considerato scorretto e potenzialmente pericoloso, soprattutto quando in gioco c’è la salute di cittadini e cittadine.
Share this content:







