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Batterie esauste, in Italia raccolto solo il 31%: ancora lontano dal target UE

Batterie esauste, in Italia raccolto solo il 31%: ancora lontano dal target UE

La raccolta delle batterie portatili esauste in Italia rappresenta una delle principali criticità nel percorso verso gli obiettivi europei di economia circolare. I dati relativi al 2025 mostrano un quadro ancora distante dai target comunitari, con il rischio concreto di compromettere il raggiungimento delle soglie fissate dal nuovo Regolamento UE 2023/1542.

Secondo le rilevazioni più recenti, il sistema nazionale intercetta appena il 31% delle batterie immesse sul mercato. Una percentuale inferiore rispetto a quella registrata in altri grandi Paesi europei come Spagna, Germania e Francia, che evidenzia una fragilità strutturale nella gestione di questi rifiuti pericolosi.

Il divario tra l’Italia e gli obiettivi europei al 2030

Il Regolamento UE 2023/1542 stabilisce che entro il 2030 la quota di raccolta delle batterie portatili dovrà raggiungere il 73%. Per l’Italia, questo significa più che raddoppiare le performance attuali.

La raccolta media pro-capite si attesta oggi intorno ai 150 grammi per abitante. Per allinearsi agli standard europei sarà necessario arrivare a circa 360 grammi, un traguardo che richiede un cambiamento profondo nell’organizzazione dei sistemi di raccolta e nel coinvolgimento dei cittadini.

Il contributo di Erion Energy

In questo contesto opera Erion Energy, che nel corso del 2025 ha raccolto 6.200 tonnellate di batterie esauste, registrando una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente. Un risultato che dimostra come un sistema strutturato possa incidere in modo significativo sul recupero dei materiali.

Il corretto trattamento dei flussi intercettati ha permesso di recuperare quasi 3.000 tonnellate di piombo, 1.600 tonnellate di ferro, circa 400 tonnellate di zinco e 40 tonnellate di alluminio. Tutti materiali reimmessi nei cicli produttivi, contribuendo alla riduzione dell’estrazione di risorse primarie.

Il nuovo quadro normativo

Secondo Laura Castelli, direttore generale del Consorzio, il Paese è ancora molto lontano dagli obiettivi europei e l’accelerazione sul fronte della raccolta è sempre più urgente. L’approvazione del decreto legislativo di recepimento del regolamento europeo viene indicata come un passaggio cruciale.

Il nuovo impianto normativo ridefinisce infatti l’intero ciclo di vita delle batterie, introducendo maggiori livelli di tracciabilità, controllo e recupero dei materiali, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza complessiva del sistema.

Le criticità legate ai piccoli RAEE

Una delle problematiche più rilevanti riguarda le batterie contenute nei piccoli rifiuti elettrici ed elettronici. Dispositivi di uso quotidiano come telecomandi, bilance o casse wireless vengono spesso conferiti senza la rimozione preventiva delle batterie.

A fronte di un potenziale di recupero pari a 10 chilogrammi per ogni tonnellata di RAEE trattata, il sistema riesce a intercettarne mediamente solo 6 chilogrammi. Questa dispersione riduce l’efficacia del riciclo e aumenta il rischio ambientale.

Per affrontare la questione, Erion Energy ha avviato tavoli di confronto con impianti di trattamento e associazioni di categoria, con l’obiettivo di migliorare l’intercettazione dei flussi e ridurre i conferimenti errati.

Partecipazione dei cittadini

Le indagini condotte evidenziano una richiesta chiara da parte dei cittadini: la prossimità dei punti di raccolta. Secondo lo studio “Sostenibilità e consapevolezza” realizzato da Ipsos Doxa Italia, l’84% degli intervistati preferirebbe conferire le batterie esauste in supermercati o in luoghi di uso quotidiano come negozi, parchi, stazioni e spazi pubblici.

Nonostante il 92% delle persone dichiari di essere consapevole dell’obbligo di raccolta separata delle pile, il comportamento quotidiano resta fragile. Le soluzioni più indicate riguardano una maggiore visibilità dei contenitori, promemoria semplici legati alle abitudini quotidiane e una mappatura pubblica e aggiornata dei punti di conferimento.

Differenze territoriali e modelli di raccolta

Le preferenze dei cittadini variano anche in base al territorio. Nel Sud e nelle Isole cresce l’interesse verso punti di conferimento collocati presso uffici comunali e postali, mentre nel Nord Est risulta più forte la preferenza per il modello retail.

Nelle grandi città, oltre ai supermercati, vengono indicati come luoghi strategici anche scuole e uffici comunali, a conferma della necessità di integrare la raccolta delle batterie esauste nei percorsi quotidiani delle persone.

Verso un’evoluzione del sistema di raccolta

Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un sistema che necessita di un’evoluzione organizzativa e culturale. Rendere la raccolta delle batterie esauste parte integrante della vita quotidiana è considerata una condizione essenziale per colmare il divario tra gli obiettivi europei e i risultati nazionali.

Solo attraverso un rafforzamento della rete di raccolta, una maggiore prossimità ai cittadini e un’efficace applicazione delle nuove norme sarà possibile migliorare le performance italiane e contribuire in modo concreto alla transizione verso un’economia più sostenibile.

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