Raccolta differenziata nelle aree protette italiane: crescita lenta ma emergono comuni virtuosi
A 12 anni dall’obiettivo del 65% di raccolta differenziata, i comuni delle aree naturali protette italiane registrano una crescita lenta. Nel 2024 la media di RD in 2.026 comuni appartenenti a 212 aree naturali si attesta al 58%, inferiore sia al target normativo sia alla media nazionale del 67%. Solo il 18% dei comuni rientra tra quelli Rifiuti Free, mentre il 51% supera il 65% di RD.
Eccellenze nella gestione dei rifiuti
Non mancano casi virtuosi: dove la gestione dei rifiuti è efficace e sostenuta da una collaborazione tra comuni, aree naturali e comunità locali, la raccolta differenziata raggiunge punte tra l’80% e il 90%. Tra i leader figurano il Parco delle Dolomiti Bellunesi, l’Isola di Ustica e il Parco regionale Sassi di Roccamalatina.
Report Legambiente
La terza edizione del report “Parchi Rifiuti Free 2026” di Legambiente, basata sui dati Ispra 2024, analizza le performance di 2.026 comuni in parchi nazionali, regionali e aree marine protette. Il report evidenzia come una corretta gestione della RD sia fondamentale per tutelare la biodiversità e ridurre l’impatto dei rifiuti sulle aree naturali.
Performance dei parchi nazionali
Nei 24 parchi nazionali italiani, la media di RD raggiunge il 62,8%, con 12 parchi sopra il 65%. Il Parco delle Dolomiti Bellunesi guida la classifica con l’87,4% di RD, seguito da Pantelleria e Asinara. Alcuni parchi, come Aspromonte e Gran Paradiso, presentano ancora ritardi nella raccolta differenziata.
Performance delle aree marine protette
Tra le 31 aree marine protette monitorate, la media di RD è del 46,4%. L’Isola di Ustica emerge come esempio di eccellenza con il 92,2% di RD e una produzione di secco pro-capite tra le più basse, seguita da Penisola del Sinis-Isola Mal Vetre e le Isole Egadi.
Performance dei parchi regionali
Nei 157 parchi regionali monitorati la media di RD è pari al 64,2%. La maggior parte dei parchi regionali supera il 65% di RD, con cinque Parchi regionali Rifiuti Free: Sassi di Roccamalatina, Fiume Sile, Capanne di Marcarolo, Tepilora e Bosco delle Querce.
Proposte operative di Legambiente
Legambiente suggerisce sette azioni concrete per accelerare la raccolta differenziata nelle aree protette:
1. Predisporre strategie territoriali e piani d’azione integrati con il turismo.
2. Utilizzare il marchio dell’area protetta solo per strutture che adottano RD, plastic free e no usa e getta.
3. Promuovere solo le strutture turistiche Rifiuti Free.
4. Sostenere i comuni nell’adozione di sistemi di raccolta che riducono l’impatto sulla fauna selvatica.
5. Coprire i maggiori costi dei sistemi di raccolta speciali e delle modalità puntuali.
6. Combattere l’abbandono dei rifiuti e bonificare le discariche abusive.
7. Prevedere fondi ministeriali e regionali per ridurre l’abbandono dei rifiuti e bonificare il territorio.
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