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Frana Niscemi, i geologi denunciano un “buco cartografico”

Frana Niscemi

Frana Niscemi, i geologi denunciano un “buco cartografico”

Il grande dissesto che ha colpito l’abitato di Niscemi lo scorso 25 gennaio non è un evento imprevedibile. Secondo il sopralluogo effettuato dal Prof. Carmelo Monaco (Università di Catania e Società Geologica Italiana), la zona era già segnalata come critica nelle cartografie storiche del 1951 e nei PAI del 2006.

L’evento riaccende i riflettori su una criticità nazionale: il progetto CARG (Cartografia Geologica) è fermo al 50%. Mercoledì 4 febbraio, a Roma, la comunità dei geologi si riunirà al Senato per chiedere finanziamenti stabili e il completamento della “radiografia” del suolo italiano.

L’analisi tecnica: una “frana composta”

Il fenomeno di Niscemi è stato classificato come una frana di enormi dimensioni, causata dallo scivolamento delle argille profonde sotto il peso delle sabbie su cui poggia l’abitato.

  • Dinamica: Si tratta di una combinazione tra uno scivolamento rotazionale nella parte alta (che causa il basculamento del terreno verso monte) e uno scivolamento planare in basso, all’interno delle argille.
  • Cause: Infiltrazioni d’acqua meteorica dopo una lunga siccità, unite a infiltrazioni di acque reflue, hanno ridotto la resistenza del terreno lungo piani di scorrimento preesistenti.
  • Rischio Attuale: Nonostante la fase acuta sia rallentata, l’arretramento della corona di frana minaccia altre abitazioni. È stata interdetta una fascia di 150 metri dal ciglio della scarpata.

Il buco cartografico: Niscemi “inesistente” sulla mappa 1:50.000

Il paradosso sollevato dal Prof. Rodolfo Carosi, Presidente della Società Geologica Italiana, è che Niscemi non è coperta dalla cartografia geologica moderna (scala 1:50.000).

“In Italia metà del territorio non ha una cartografia aggiornata. È come curare un paziente senza potergli fare una radiografia approfondita. Senza fondi stabili per il progetto CARG, resteremo sempre in balia dell’emergenza.”

Appuntamento al Senato: Verso la Conferenza Nazionale

Mercoledì 4 febbraio, presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro a Roma, i geologi incontreranno i ministri Pichetto Fratin (Ambiente) e Nello Musumeci (Protezione Civile). Al centro del dibattito, la necessità di trasformare la conoscenza geologica in uno strumento di prevenzione quotidiana e non solo in un’analisi post-disastro.

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