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Sicurezza e indipendenza energetica, studio TEHA-Terna: rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia

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Sicurezza e indipendenza energetica, studio TEHA-Terna: rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia

La rete di trasmissione elettrica rappresenta una infrastruttura strategica per la sicurezza energetica e la competitività economica dell’Italia. Il suo sviluppo, insieme alla crescente integrazione delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo, è considerato uno dei fattori chiave per ridurre i costi dell’energia e rafforzare l’indipendenza energetica del Paese.

È quanto emerge dallo studio Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia, promosso da TEHA Group in collaborazione con Terna e presentato a Roma. L’analisi offre una panoramica del percorso di transizione energetica in Italia e in Europa, evidenziando l’impatto economico e industriale degli investimenti nella rete elettrica nazionale.

Il ruolo strategico della rete di trasmissione

La Rete di Trasmissione Nazionale svolge un ruolo centrale nel garantire stabilità ed efficienza al sistema elettrico. Il suo sviluppo consente di integrare in modo sempre più efficace la produzione di energia da fonti rinnovabili, favorendo la sicurezza energetica e la competitività del sistema produttivo.

Secondo Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale di Terna, il sistema elettrico italiano sta attraversando una fase di forte trasformazione. Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno raggiunto circa il 50% della produzione nazionale, diventando una leva fondamentale per ridurre la dipendenza energetica e contenere il costo dell’energia per famiglie e imprese.

In questo contesto, la rete di trasmissione assume un valore strategico anche per il territorio e per l’economia nazionale, generando benefici che vanno oltre il settore energetico.

Gli investimenti nella rete generano valore economico

Lo studio evidenzia un impatto macroeconomico significativo degli investimenti nella rete elettrica. Ogni euro investito nella rete di trasmissione produce un impatto di circa 2,98 euro sul valore della produzione e di 1,31 euro sul prodotto interno lordo.

Gli investimenti previsti dal piano industriale di Terna nel quinquennio analizzato generano complessivamente circa 35 miliardi di euro di valore della produzione e 16,2 miliardi di euro di PIL.

Questi interventi contribuiscono inoltre alla creazione di quasi 40 mila occupati medi annui, attivando filiere industriali e opportunità economiche in diversi settori legati alla transizione energetica.

Il forte calo dei costi di solare ed eolico

A livello globale, negli ultimi anni il costo medio di produzione dell’energia da fonti rinnovabili ha registrato una riduzione significativa. Tra il 2010 e il 2024 il costo del solare è diminuito di circa il 90%, mentre quello dell’eolico si è ridotto di circa il 70%.

Questa crescente competitività ha accelerato la diffusione delle rinnovabili. In Europa, nel 2025, solare ed eolico hanno raggiunto circa il 30% della generazione elettrica, superando per la prima volta la produzione da combustibili fossili.

Considerando tutte le fonti rinnovabili, la loro quota ha raggiunto circa la metà della produzione elettrica complessiva nel continente.

La crescita delle rinnovabili in Italia

Anche in Italia il contributo delle fonti rinnovabili è cresciuto in modo significativo negli ultimi vent’anni. La quota di energia prodotta da queste fonti è quasi triplicata, mentre la produzione termoelettrica si è ridotta di oltre il 40%.

Nel 2025 la potenza efficiente lorda installata in Italia ha raggiunto quasi 82 gigawatt, con una crescita del 44,3% rispetto al 2020. A questa espansione si aggiungono oltre 22 gigawatt di nuova capacità rinnovabile già contrattualizzata che entreranno in esercizio nei prossimi anni.

Questo sviluppo contribuisce a rafforzare la sicurezza energetica del Paese, riducendo la dipendenza dalle importazioni di energia.

Dipendenza dal gas e volatilità dei prezzi

Nonostante la crescita delle rinnovabili, il sistema energetico italiano resta ancora esposto alla volatilità del prezzo del gas. Tra il 2010 e il 2024 la dipendenza energetica dell’Italia si è ridotta di circa nove punti percentuali, anche grazie alla diffusione delle fonti rinnovabili.

Tuttavia, nel 2024 il prezzo dell’elettricità è stato determinato dal gas per oltre il 60% delle ore. Questo elemento continua a rappresentare un fattore di instabilità per il mercato energetico e per i costi sostenuti da famiglie e imprese.

Le nuove sfide di un sistema elettrico con molte rinnovabili

Un sistema elettrico caratterizzato da una forte presenza di fonti rinnovabili comporta nuove sfide operative. La gestione della frequenza e della tensione della rete diventa più complessa e richiede investimenti adeguati in tecnologie, competenze e infrastrutture.

Negli ultimi anni le attività di Terna sono state orientate proprio a migliorare la capacità della rete di integrare la produzione rinnovabile garantendo al tempo stesso sicurezza e affidabilità del sistema elettrico.

Questi interventi sono fondamentali per accompagnare la crescita delle energie pulite e assicurare il corretto funzionamento della rete nazionale.

La rete italiana tra le più efficienti in Europa

La rete di trasmissione gestita da Terna si distingue anche per i livelli di efficienza e per il costo relativamente contenuto del servizio di trasmissione.

Nel 2024 il costo della trasmissione elettrica in Italia è stato pari a 11,2 euro per megawattora, inferiore rispetto a quello registrato in altri grandi Paesi europei. In Francia il costo è stato pari a 12,1 euro per megawattora, mentre in Spagna ha raggiunto circa 15 euro per megawattora. La media europea si attesta invece intorno a 16,5 euro per megawattora.

Questo risultato evidenzia l’efficienza del sistema italiano nella pianificazione degli investimenti e nella gestione della rete.

Il piano di sviluppo della rete elettrica fino al 2034

Il piano di sviluppo decennale di Terna prevede investimenti complessivi per circa 23 miliardi di euro entro il 2034. L’obiettivo è rafforzare la rete elettrica nazionale, aumentare la capacità di scambio di energia e potenziare le interconnessioni con i Paesi esteri.

Il piano consentirà un incremento della capacità di trasporto dell’energia di circa 15 gigawatt, favorendo una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili nel sistema elettrico.

Lo studio evidenzia inoltre che il costo unitario degli investimenti per integrare nuova generazione rinnovabile in Italia risulta circa due volte inferiore rispetto a quello registrato in Germania, Francia e Regno Unito.

Il mix energetico del futuro

Nel breve e medio periodo le fonti rinnovabili rappresentano uno degli strumenti principali per migliorare la sicurezza energetica e ridurre i costi dell’energia.

Guardando invece al medio e lungo termine, tra il 2040 e il 2050, lo studio sottolinea l’importanza di mantenere un mix energetico equilibrato tra solare ed eolico.

Accanto a queste fonti sarà necessario prevedere anche una quota compresa tra il 10% e il 15% di tecnologie programmabili a basse emissioni, in grado di garantire stabilità, sostenibilità economica e sicurezza al sistema elettrico nazionale.

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