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Carburanti, Pasqua con la “stangata”: per i viaggiatori un conto da 1,3 miliardi

Prezzo carburanti Pasqua 2026

Carburanti, Pasqua con la “stangata”: per i viaggiatori un conto da 1,3 miliardi

Mentre le previsioni meteo confermano un weekend di sole, i dati economici delineano uno scenario meno sereno per chi si metterà in viaggio. Secondo l’ultima analisi del Codacons, gli italiani che si sposteranno in auto durante le festività di Pasqua 2026 dovranno affrontare una spesa record per i rifornimenti, stimata in circa 1,28 miliardi di euro in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il balzo del gasolio: +30,2% in un anno

Il dato più critico riguarda i possessori di auto alimentate a diesel. Il confronto tra i listini medi della Pasqua 2025 e quelli attuali (dati Mimit al 3 aprile 2026) evidenzia un divario netto:

  • Pasqua 2025: Il gasolio costava mediamente 1,609 euro/litro.
  • Pasqua 2026: Il prezzo medio al self-service ha raggiunto i 2,096 euro/litro.

Questo incremento del 30,2% si traduce in un aggravio di oltre 24 euro per ogni pieno di gasolio. Per quanto riguarda la benzina, il rincaro è decisamente più contenuto (+2,7%), con un prezzo medio che passa da 1,716 a 1,763 euro al litro, comportando una spesa extra di circa 2,35 euro a pieno.

Le cause: tra geopolitica e tassazione

Secondo il Codacons, la “maxi-stangata” non è imputabile a un unico fattore, ma alla convergenza di dinamiche internazionali e decisioni governative:

  1. Effetto Iran: Il conflitto in Medio Oriente continua a pesare sul “rally” dei prezzi energetici, influenzando il diesel in modo più marcato rispetto alla benzina.
  2. Riallineamento delle accise: Sul prezzo alla pompa pesa la riforma della tassazione disposta dal Governo a inizio 2026, volta a equiparare le accise sui diversi tipi di carburante.

I numeri del traffico pasquale

Le stime dell’associazione si basano sulla previsione di 60 milioni di veicoli in circolazione durante la settimana festiva. Considerando che circa il 40% del parco veicolare italiano è a gasolio e il 41,4% a benzina, l’ipotesi di due pieni medi per autovettura porta il conto totale dei rincari alla cifra “monstre” di quasi 1,3 miliardi di euro.

Le famiglie che possiedono un’auto a gasolio risultano quindi il target più colpito da questa congiuntura, pagando il prezzo combinato della crisi geopolitica e del nuovo regime fiscale sui carburanti.

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