Transizione energetica UE, le rinnovabili al 47% nel 2025
Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno coperto il 47,3% della produzione di elettricità nell’Unione Europea, segnando un lieve aumento rispetto al 47,2% del 2024. A evidenziarlo è il nuovo report pubblicato ieri da Eurostat, che fotografa i progressi dell’Europa nel percorso verso la transizione energetica.
Rinnovabili quasi al 50% dell’elettricità europea
Il dato conferma una crescita costante, anche se contenuta, della quota di energia pulita nel mix energetico europeo. Avvicinarsi al 50% rappresenta un traguardo significativo per l’UE, che punta alla decarbonizzazione entro il 2050.
Nonostante il progresso sia marginale rispetto all’anno precedente, il trend resta positivo e indica una progressiva riduzione della dipendenza dalle fonti fossili.

Eolico prima fonte, il solare cresce più rapidamente
Nel 2025 l’energia eolica si conferma la principale fonte rinnovabile in Europa, rappresentando il 37,5% della produzione totale da fonti pulite.
Al secondo posto si colloca il solare con il 27,5%, seguito dall’idroelettrico con il 25,9%. Quote minori provengono da combustibili rinnovabili, pari all’8,5%, e da altre fonti come la geotermia, che rappresentano lo 0,5%.
Il dato più rilevante riguarda la crescita del solare, che nel 2025 registra un aumento del 24,6%, risultando la fonte energetica in più rapida espansione. Al contrario, l’energia idroelettrica ha subito una flessione dell’11,8%, probabilmente legata a condizioni climatiche meno favorevoli.
I Paesi più virtuosi
Le differenze tra i Paesi dell’Unione Europea restano marcate. Alcuni Stati membri si distinguono per un’alta quota di elettricità prodotta da fonti rinnovabili.
In testa si trova la Danimarca con il 92,4%, grazie soprattutto all’energia eolica. Seguono l’Austria con l’83,1%, trainata dall’idroelettrico, e il Portogallo con l’82,9%, sostenuto da un mix di eolico e idroelettrico.
Questi dati dimostrano come una combinazione di risorse naturali, politiche energetiche e investimenti possa accelerare significativamente la transizione.

I Paesi in ritardo sulla transizione energetica
All’estremo opposto si trovano i Paesi con la quota più bassa di energia rinnovabile nel mix elettrico.
La Malta registra il valore più basso con il 16,2%, seguita dalla Repubblica Ceca al 16,6% e dalla Slovacchia al 17,8%.
Questi dati evidenziano le sfide ancora aperte per alcuni Stati membri, legate a fattori strutturali, geografici e infrastrutturali.
Transizione energetica: progressi e sfide per l’UE
Il report conferma che l’Unione Europea sta avanzando verso un sistema energetico più sostenibile, ma con velocità diverse tra i Paesi.
La crescita del solare rappresenta un segnale positivo, mentre il calo dell’idroelettrico mostra quanto la produzione rinnovabile possa essere influenzata da variabili ambientali.
Per raggiungere gli obiettivi climatici, sarà fondamentale continuare a investire in innovazione, infrastrutture e integrazione delle fonti rinnovabili, riducendo al contempo le disparità tra gli Stati membri.
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