Loading Now

Rinnovabili in Italia bloccate da burocrazia e ritardi: Legambiente lancia l’allarme

rinnovabili

Rinnovabili in Italia bloccate da burocrazia e ritardi: Legambiente lancia l’allarme

Secondo il report “Scacco Matto alle rinnovabili” di Legambiente, presentato al KEY – The Energy Transition Expo di Rimini, l’Italia continua a subire forti rallentamenti nello sviluppo delle energie pulite a causa di ostacoli burocratici e ritardi dei ministeri competenti. Con la situazione geopolitica globale che fa salire i prezzi dell’energia, la dipendenza dalle fonti fossili rende urgente accelerare la transizione ecologica.

I numeri dei progetti bloccati

A gennaio 2026 sono 1.781 i progetti a fonti rinnovabili in fase di valutazione, di cui il 69,3% in attesa di conclusione dell’istruttoria tecnica VIA PNRR-PNIEC. Alcuni progetti, come quelli eolici offshore in Puglia e il Med Wind a largo di Marsala e Favignana, rimangono bloccati da anni nonostante i pareri positivi delle commissioni tecniche. Il numero di nuovi progetti avviati alla valutazione è crollato del 75% rispetto al 2024, evidenziando un rallentamento preoccupante.

I blocchi amministrativi e culturali

Tra i 108 casi di blocchi alle rinnovabili, il Ministero della Cultura è responsabile di 80 interventi negativi, spesso in contrapposizione ai pareri tecnici. Alcuni esempi includono l’eolico offshore a Ravenna e impianti fotovoltaici negati a Terni per questioni estetiche. Questi ostacoli rallentano progetti in grado di produrre energia pulita su larga scala.

Le proposte operative di Legambiente

Legambiente suggerisce 12 interventi per accelerare la diffusione delle rinnovabili, tra cui:

Snellire gli iter autorizzativi e fissare tempi certi per le determine ministeriali

Priorità ai progetti più vecchi e di maggiore impatto

Potenziare la Commissione PNRR-PNIEC e gli uffici tecnici regionali

Valorizzare aree già compromesse, ex cave e siti industriali dismessi

Rendere obbligatori impianti fotovoltaici in parcheggi di grandi dimensioni

Maggiore partecipazione di cittadini e associazioni nei processi decisionali

Record di produzione e buone pratiche

Nonostante le difficoltà, l’Italia ha contribuito al record storico dell’Europa nel 2025: solare ed eolico hanno generato più elettricità delle fonti fossili. In Italia, la produzione rinnovabile ha raggiunto 65,7 TWh/a, con 44,3 TWh di solare e 21,4 TWh di eolico. Buone pratiche evidenziate includono il Tyrrhenian Link di Terna, infrastruttura sottomarina da 1.000 MW per integrare più rinnovabili, e il parco solare di Cancello ed Arnone in Campania, realizzato rispettando il patrimonio archeologico locale.

Verso il 2030

Per raggiungere gli obiettivi al 2030, l’Italia dovrà installare oltre 11 GW di nuova potenza rinnovabile ogni anno. Legambiente sottolinea come con iter snelli, regole chiare e maggiore collaborazione tra territori, cittadini e amministrazioni, sia possibile accelerare la transizione energetica, ridurre la dipendenza dalle fossili e aumentare la sicurezza energetica nazionale.

Share this content: