Rischio Terra serra: il superamento delle soglie critiche può avere effetti irreversibili sul clima
Per milioni di anni la Terra ha vissuto oscillazioni climatiche estreme, alternando ere glaciali a periodi più caldi. Negli ultimi 11 mila anni, tuttavia, il clima si è mantenuto stabile, creando le condizioni per lo sviluppo delle società moderne. Oggi, però, il pianeta si trova di fronte a un bivio climatico. Secondo una ricerca della Oregon State University pubblicata su One Earth, il superamento di soglie critiche di temperatura potrebbe attivare meccanismi di feedback ambientale capaci di accelerare il riscaldamento globale e rendere difficilissimo il ritorno a condizioni climatiche più stabili.
Il superamento della soglia di +1,5°C
I modelli climatici indicano che il riscaldamento globale ha superato per dodici mesi consecutivi la soglia critica del +1,5°C rispetto al periodo pre-industriale, limite indicato nell’Accordo di Parigi. Questo fenomeno, sebbene per ora transitorio, si è manifestato prima delle previsioni degli esperti ed è stato accompagnato da eventi estremi come incendi boschivi record e inondazioni. Gli autori dello studio sottolineano che questi segnali evidenziano un’accelerazione del riscaldamento globale, superiore a quanto previsto dai modelli computazionali.
I feedback auto-rinforzanti del pianeta
Lo studio evidenzia come alcune componenti del sistema Terra siano vicine a destabilizzarsi. Processi come lo scioglimento dei ghiacci polari, il disgelo del permafrost e la perdita di carbonio dal suolo possono amplificare il riscaldamento, riducendo l’effetto riflettente della superficie terrestre e aumentando la capacità del pianeta di trattenere calore. Christopher Wolf, tra gli autori principali della ricerca, afferma che le temperature globali attuali potrebbero essere le più elevate negli ultimi 125 mila anni e che il cambiamento climatico procede più velocemente delle stime scientifiche.
I sottosistemi terrestri a rischio
I ricercatori hanno identificato sedici sottosistemi della Terra vulnerabili, suddivisi in sistemi criosferici, oceanici e atmosferici e biosferici. L’instabilità di ciascuno di essi rappresenterebbe un grave pericolo, ma il vero rischio deriva dalla loro interconnessione, che potrebbe innescare un effetto domino incontrollabile. Il superamento di alcune soglie critiche potrebbe condurre il pianeta verso la traiettoria della “Terra serra”, un percorso in cui il riscaldamento globale si auto-alimenterebbe e le riduzioni delle emissioni sarebbero inefficaci. La mancanza di certezza sui punti di non ritorno rafforza la necessità del principio di precauzione e di interventi preventivi immediati.
Strategie di mitigazione e resilienza
Gli autori chiariscono che lo scenario della “Terra serra” non è inevitabile, ma il rischio è concreto. Se le attuali politiche globali non cambieranno, entro fine secolo la temperatura media della Terra potrebbe aumentare di 2,8°C. William Ripple, professore di ecologia della Oregon State University, sottolinea l’urgenza di agire rapidamente, sfruttando ogni opportunità per prevenire esiti climatici pericolosi. L’aumento delle energie rinnovabili, la protezione degli ecosistemi che immagazzinano carbonio e l’eliminazione graduale dei combustibili fossili sono indicati come interventi prioritari. Al contempo, è necessario sviluppare nuovi approcci come il monitoraggio dei sottosistemi critici e strategie di resilienza climatica integrate.
L’urgenza di un’azione globale
Lo studio mette in guardia sul fatto che il cambiamento climatico potrebbe accelerare più rapidamente delle previsioni e che i feedback ambientali potrebbero rendere irreversibile la traiettoria della Terra. La ricerca invita a considerare la prevenzione come unica via per evitare conseguenze catastrofiche, sottolineando che le decisioni prese nei prossimi anni saranno determinanti per il futuro climatico del pianeta.
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