Ritiro degli Stati Uniti dalle agenzie ONU, Guterres: nostri impegni restano invariati
La decisione degli Stati Uniti di ritirarsi da numerose agenzie ed enti delle Nazioni Unite ha suscitato la reazione del Segretario generale dell’ONU António Guterres, che ha espresso rammarico per la scelta presa dall’amministrazione Trump ribadendo però che il sistema delle Nazioni Unite continuerà a svolgere pienamente tutti i mandati affidati dagli Stati membri. Al centro del dibattito restano gli obblighi legali legati ai contributi finanziari e le conseguenze politiche e operative del ritiro americano.
Gli obblighi finanziari
António Guterres ha ricordato che i contributi stimati al bilancio ordinario delle Nazioni Unite e al bilancio per il mantenimento della pace, approvati dall’Assemblea generale, rappresentano un obbligo legale ai sensi della Carta delle Nazioni Unite per tutti gli Stati membri, inclusi gli Stati Uniti. Tali contributi sono considerati vincolanti e fondamentali per garantire il funzionamento dell’Organizzazione.
Le agenzie ONU interessate dal ritiro degli Stati Uniti
Secondo il memorandum statunitense, la decisione riguarda 31 agenzie ed enti delle Nazioni Unite. Tra questi figurano il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, impegnato nella tutela della salute materna e infantile e nella lotta alla violenza di genere, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che coordina la cooperazione globale sul clima, e il Fondo delle Nazioni Unite per la democrazia, che sostiene progetti della società civile. Coinvolti anche diversi uffici del Segretariato ONU che si occupano, tra l’altro, dei bambini nei conflitti armati e della prevenzione della violenza sessuale come arma di guerra.
L’elenco comprende anche quattro delle cinque commissioni regionali delle Nazioni Unite, dedicate alle aree Asia-Pacifico, Asia occidentale, Africa e America Latina e Caraibi. Questi organismi rappresentano piattaforme chiave per la cooperazione multilaterale e lo sviluppo regionale, e il loro indebolimento potrebbe avere ripercussioni sul coordinamento tra Stati.
Cosa significa il ritiro secondo il memorandum USA
Per le entità delle Nazioni Unite coinvolte, il ritiro degli Stati Uniti implica la cessazione della partecipazione o del finanziamento, nei limiti consentiti dalla legge statunitense. Nonostante ciò, il Segretario generale ha sottolineato che tutte le entità ONU continueranno ad attuare i mandati loro conferiti dagli Stati membri, assicurando la continuità delle attività.
Il bilancio ONU
Per il 2026, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato un bilancio ordinario pari a 3,45 miliardi di dollari, in netto calo rispetto agli anni precedenti. Il piano prevede una riduzione del 15% delle risorse finanziarie e un taglio del personale di quasi il 19%, segnando una fase di forte razionalizzazione delle spese dell’Organizzazione.
L’impatto sulla cooperazione climatica
Particolarmente critica la reazione del Segretario esecutivo dell’UNFCCC, Simon Stiell, che ha definito il ritiro degli Stati Uniti un passo indietro nella cooperazione globale sul clima. Secondo Stiell, Washington ha avuto un ruolo determinante nella nascita della Convenzione e dell’Accordo di Parigi, strumenti che rispondono anche agli interessi nazionali statunitensi. L’uscita dall’UNFCCC rischia, secondo il Segretario esecutivo, di danneggiare economia, occupazione e standard di vita negli Stati Uniti, mentre gli eventi climatici estremi si intensificano.
Le prospettive future e la porta aperta al rientro
Nonostante le difficoltà, l’UNFCCC continuerà a portare avanti il proprio lavoro. Simon Stiell ha ribadito che le porte restano aperte per un eventuale rientro degli Stati Uniti in futuro, come già avvenuto in passato con l’Accordo di Parigi. Anche António Guterres ha confermato che le Nazioni Unite continueranno a operare con determinazione per sostenere le popolazioni che dipendono dal loro intervento.
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