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Vittoria ambientalista in Liguria: il TAR ferma la caccia a fringuelli e storni

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Vittoria ambientalista in Liguria: il TAR ferma la caccia a fringuelli e storni

Una sentenza storica ristabilisce i confini della protezione della fauna selvatica in Liguria. Il TAR Liguria, con la sentenza n. 59 pubblicata ieri, ha annullato la deliberazione della giunta regionale che autorizzava il prelievo in deroga di oltre 37.000 uccelli selvatici protetti, mettendo fine a un lungo braccio di ferro tra l’amministrazione regionale e le principali sigle ambientaliste (LAC, LAV, LIPU, LNDC, ENPA e WWF).

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Le motivazioni della sconfitta regionale

La Regione, guidata dal presidente Marco Bucci, aveva tentato di giustificare l’abbattimento di 26.000 fringuelli e 11.000 storni appellandosi alla difesa del patrimonio rurale e alla cucina tradizionale ligure. Tuttavia, i giudici amministrativi hanno definito tali motivazioni insufficienti. Secondo il TAR, la Regione non ha evidenziato alcuna “circostanza speciale” che rendesse necessario l’abbattimento di queste specie protette per scopi amatoriali, violando così il principio di tutela sancito dalle direttive europee e nazionali.

Un colpo alla “caccia amatoriale”

La sentenza sottolinea come la caccia a queste specie non possa essere giustificata da ricettari di cucina o dal recupero dei muri a secco abbandonati. Le associazioni ambientaliste hanno accolto con favore la decisione, ricordando che nel 2021 la Corte di Giustizia Europea aveva già censurato l’uso delle tradizioni come pretesto per derogare alla protezione degli uccelli migratori.

Oltre all’annullamento dell’atto, la Regione Liguria dovrà ora rimborsare le spese legali alle associazioni ricorrenti, per un importo complessivo di circa 6.500 euro. Un monito, secondo la Lega Abolizione Caccia (LAC), contro ogni futuro tentativo di aggredire il patrimonio naturale in nome di tradizioni ormai non più condivise dalla maggioranza della società civile.

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