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Siccità in Italia: la ricerca di nuove vie per sostenere l’agricoltura

Siccità Italia

Siccità in Italia: la ricerca di nuove vie per sostenere l’agricoltura

Con il rapido aumento della domanda globale di cibo previsto entro il 2050 e i crescenti effetti del cambiamento climatico sull’agricoltura, a partire dalla siccità, è evidente la necessità di sviluppare una “strategia integrata” di gestione delle risorse idriche, come rivendicano sempre più agricoltori in Italia, e allo stesso tempo nuovi sistemi nella produzione alimentare.

Una risposta a quest’ultima sfida, arriva dal Laboratorio Biotecnologie della Divisione Biotecnologie e Agroindustria di Enea con l’innovativa soluzione “plant cell agriculture”.

Cambiamento climatico e agricoltura: il caso Abruzzo

Entro il 2050, il World Economic Forum prevede un aumento del 50% della richiesta mondiale di cibo, mentre i cambiamenti climatici potrebbero causare una diminuzione dei raccolti fino al 30%.

Non fa eccezione l’Italia, dove siccità e caldo fuori stagione continuano a minacciare l’agricoltura, in particolare nelle regioni del Sud. Dopo Sicilia e Calabria, è ora l’Abruzzo a lanciare l’allarme. Secondo la Confederazione italiana agricoltori (Cia), le condizioni climatiche insolite di quest’inverno, con temperature elevate e precipitazioni al di sotto della media, hanno inflitto gravi danni alle colture della regione, sollevando serie preoccupazioni per il mercato agricolo locale e nazionale.

Le coltivazioni tradizionali dell’Abruzzo, come grano, mais, ortaggi, uva e olivi, hanno subito danni notevoli a causa delle condizioni climatiche avverse. Come fa sapere ancora la Cia, il caldo anomalo sta alterando profondamente i cicli naturali delle coltivazioni, con conseguenze significative sulle offerte stagionali di frutta e verdura nella regione. Fragole, asparagi, piselli, fave, carciofi e zucchine sono stati anticipati sugli scaffali dei supermercati, “evidenziando uno stravolgimento dei normali cicli colturali”.

Secondo il presidente della Cia Chieti-Pescara, Domenico Bomba, “il cambiamento climatico ha causato una marcata tendenza verso la tropicalizzazione, caratterizzata da una maggiore frequenza di eventi climatici estremi, sbalzi termici significativi e una maggiore imprevedibilità meteorologica”.

Il problema dell’acqua in Italia: tra siccità e perdite

Accanto ad ondate di freddo improvviso e fenomeni atmosferici violenti, è la siccità a minacciare l’agricoltura “e l’intera economia regionale”, come ribadiscono dalla Cia.

La conferma arriva anche dall’ultimo rapporto dell’Anbi (Associazione nazionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue). Secondo questo rapporto “la scarsità di precipitazioni e l’assenza di neve lungo la dorsale appenninica stanno velocemente disegnando uno stato di grave sofferenza idrica per le regioni peninsulari, più accentuato al Sud, ma in costante allargamento verso le regioni centrali”.

Siccità ma anche perdite d’acqua minacciano le colture e la sostenibilità alimentare del paese. In Italia infatti, ancora oggi, solo una piccola parte dell’acqua piovana viene trattenuta per l’utilizzo e la rete che porta l’acqua potabile perde quasi la metà di quella che riceve.

Efficientare il sistema di recupero dell’acqua piovana

Come denunciano anche dalle associazioni di agricoltori, nel Paese la maggior parte degli invasi utilizzati per la raccolta dell’acqua ha un’età media di 60 anni, e circa il 70% di essi è ancora in buono stato di funzionamento. Tuttavia, solo l’11% dell’acqua piovana che cade viene trattenuta e la rete dell’acqua potabile perde il 42% tra quella immessa e quella erogata.

Oggi la maggior parte dell’acqua piovana – ha ribadito Coldiretti – va a finire nei 230mila chilometri di canali lungo il Paese e finisce nel mare, con una tendenza accentuata dagli effetti dei cambiamenti climatici. L’alternanza di lunghi periodi di siccità a violente ondate di maltempo fa sì che i canali asciutti favoriscano lo scorrimento rapido delle piogge”.

Secondo l’ultimo rapporto Istat sull’acqua, pubblicato a marzo 2024, “le perdite nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile nell’anno 2022-2023 avrebbero potuto soddisfare le esigenze idriche di circa 43,4 milioni di persone per un intero anno”, corrispondenti al 75% della popolazione italiana.

Nonostante le migliorie apportate ai servizi idrici, la quantità d’acqua dispersa continua ad essere considerevole, “quantificabile in 157 litri al giorno per abitante”.



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Le cause della dispersione idrica in Italia

Secondo l’analisi delle caratteristiche dei servizi pubblici di distribuzione dell’acqua potabile, di fognatura e depurazione delle acque reflue urbane effettuata sui dati del “Censimento delle acque per uso civile” dell’Istat, le cause principali delle perdite idriche si confermano i problemi strutturali, le rotture nelle condotte e gli abusi amministrativi.

Le perdite variano notevolmente tra le diverse regioni, con le regioni meridionali che presentano i tassi più alti. Le perdite nelle città capoluogo sono diminuite leggermente rispetto agli anni precedenti, ma restano ancora elevate. In alcune città, come Potenza e Chieti, le perdite superano il 65%.

A pesare sulla condizione nel Mezzogiorno, anche le irregolarità nell’erogazione dell’acqua, più frequenti rispetto al resto del paese, con Calabria e Sicilia particolarmente colpite.

L’appello della Cia per una “strategia integrata”

“Non c’è agricoltura se non c’è acqua – ha ribadito quindi Cia Chieti-Pescara – in un contesto di cambiamenti climatici e crescente pressione antropica sulle risorse idriche. Diventa sempre più urgente adottare misure concrete per proteggere e conservare le risorse idriche, garantendo al contempo la produttività e la resilienza del settore agricolo”.

“Gli agricoltori, insieme alle istituzioni, devono collaborare attivamente per sviluppare strategie integrate di gestione delle risorse idriche che bilancino efficacemente le esigenze di produzione agricola con la salvaguardia dell’ambiente – conclude Bomba -. “Solo attraverso un impegno congiunto sarà possibile mitigare gli impatti negativi del cambiamento climatico sull’agricoltura e sull’economia”.

Siccità e agricoltura: la “plant cell agriculture” in Italia

Di fronte alla preoccupante crisi legata alla siccità e ad altri effetti del cambiamento climatico, l’agricoltura in Italia, primo settore per consumo di acqua nel paese, sta vedendo un aumento nella ricerca e sperimentazione di nuovi sistemi produttivi.

Tra le soluzioni più innovative si distingue il progetto di “plant cell agriculture” del Laboratorio Biotecnologie della Divisione Biotecnologie e agroindustria di Enea.

Questo approccio promette di superare le sfide legate al cambiamento climatico, trasferendo la produzione alimentare da terreni limitati e influenzati dal clima a un ambiente più controllato e indipendente dalle condizioni stagionali, riducendo lo sfruttamento di acqua e terra.

Non solo, il nuovo metodo, ancora in fase di test, offre benefici nutrizionali e di sicurezza alimentare poiché la coltivazione cellulare vegetale in un ambiente confinato e controllato, quindi privo di malattie, elimina la necessità di pesticidi.

Le potenzialità di questo metodo sono promettenti: dalla produzione di alimenti ricchi di antiossidanti come basilico e bieta rossa, fino alla creazione di prodotti solitamente importati come cioccolato e caffè.

Questi alimenti innovativi aprono inoltre nuove prospettive per l’alimentazione nello spazio, dove la crescita fuori suolo potrebbe essere essenziale per l’approvvigionamento alimentare durante le missioni lunari e marziane.

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