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Spreco alimentare, in Italia calo del 10,3%: boomers più virtuosi e giovani in difficoltà

Spreco alimentare, in Italia calo del 10,3%: boomers più virtuosi e giovani in difficoltà

Gli italiani stanno migliorando sul fronte dello spreco alimentare. Secondo il Rapporto Waste Watcher International – Caso Italia 2026, lo spreco domestico è diminuito del 10,3% rispetto a un anno fa, attestandosi a 554 grammi di cibo gettato a persona ogni settimana, pari a 79,14 grammi al giorno.

Nonostante il miglioramento, il fenomeno continua ad avere un impatto economico rilevante. La somma complessiva delle perdite e degli sprechi alimentari supera ancora i 13 miliardi e mezzo di euro, di cui oltre 7 miliardi e 363 milioni imputabili alle sole abitazioni private.

Il monitoraggio Waste Watcher

I dati sono stati diffusi in vista della 13esima Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in programma domani 5 febbraio, promossa dalla campagna Spreco Zero. L’indagine è stata condotta nel mese di gennaio 2026 attraverso metodologia Cawi, su un campione di 2000 casi rappresentativi della popolazione italiana.

Il monitoraggio è stato realizzato da Spreco Zero in collaborazione con l’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari e Last Minute Market, su rilevazione Ipsos-Doxa.

Italia in miglioramento

Il Rapporto evidenzia un miglioramento netto rispetto ai dati del febbraio 2025, quando lo spreco settimanale pro capite era pari a 617,9 grammi. Il calo di quasi 64 grammi a persona conferma una tendenza positiva già rilevata nella scorsa estate 2025.

Questo progresso indica una crescente attenzione degli italiani verso il tema dello spreco alimentare, anche se permangono forti differenze tra fasce di età e territori.

Boomers virtuosi, giovani più in difficoltà

La performance migliore è quella dei Boomers, che registrano uno spreco settimanale medio pro capite di 352 grammi, già al di sotto dell’obiettivo fissato dall’Agenda Onu 2030, che prevede un limite di 369,7 grammi settimanali per persona.

Più indietro restano le famiglie della Generazione Z, con 799 grammi di spreco settimanale pro capite, seguite dai Millennials con 750 grammi e dalla Generazione X con 478 grammi. Il divario generazionale appare evidente anche nella frequenza dello spreco: il 29% della Generazione Z spreca almeno una volta a settimana, contro appena il 6% dei Boomers.

Centralità della cucina domestica

Dal Rapporto emerge una forte attenzione diffusa sul tema. Il 94% degli italiani dichiara di essere consapevole del problema dello spreco alimentare e il 63% di chi si dice attento afferma di gettare cibo meno di una volta a settimana. Solo il 14% spreca quasi quotidianamente.

Un dato distintivo riguarda la preparazione dei pasti: l’88% degli italiani cucina ogni giorno, confermando la centralità della cultura alimentare mediterranea. Solo il 4% dichiara di non cucinare perché non ama farlo.

Le cause dello spreco e le differenze generazionali

Le principali cause dello spreco alimentare in Italia sono di tipo organizzativo. Nel 38% dei casi è dovuto a una cattiva conservazione del cibo, nel 33% alla dimenticanza e nel 28% al sovra-acquisto.

Tra i giovani, però, emergono quelle che il Rapporto definisce fragilità cumulative: dimenticanza, mancanza di tempo, fatica e costi percepiti. Il 49% della Generazione Z dimentica il cibo fino alla scadenza, contro il 21% dei Boomers. Anche il calcolo errato delle quantità è più frequente tra i giovani, così come la difficoltà di riutilizzare gli avanzi e di conservare correttamente gli alimenti.

Cibi più sprecati e differenze territoriali

Dal punto di vista geografico, si spreca un po’ meno al Nord, di più al Sud e leggermente di più al Centro. Le famiglie con figli e i Comuni sotto i 30mila abitanti mostrano livelli di spreco inferiori alla media nazionale.

Nella classifica degli alimenti più sprecati figurano al primo posto frutta fresca, verdura fresca e pane fresco, seguiti da insalata e da cipolle, aglio e tuberi.

L’intelligenza intergenerazionale per ridurre lo spreco

Secondo Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International e fondatore della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, la sfida non si vince contrapponendo le generazioni. I Boomers rappresentano oggi un modello di prevenzione grazie alle competenze maturate nella gestione del cibo, mentre la Generazione Z può offrire strumenti digitali e apertura al cambiamento.

La chiave per dimezzare lo spreco alimentare entro i prossimi quattro anni, come richiesto dalla campagna Spreco Zero, è favorire lo scambio di competenze tra generazioni, nelle famiglie, nelle scuole, nelle comunità e anche nei luoghi del cibo fuori casa.

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