Strategia Nazionale Biodiversità 2030, via libera delle Regioni: chiesta verifica sui costi
Aree protette, habitat naturali, zone agricole e forestali, ecosistemi urbani, ambienti acquatici e marini: la Strategia Nazionale Biodiversità 2030 entra nella fase operativa dopo il via libera della Conferenza Stato-Regioni.
L’intesa consente l’avvio dell’attuazione del programma, che individua 18 obiettivi specifici su cui le Regioni lavoreranno insieme alle amministrazioni centrali e agli enti attuatori coinvolti.
Tutela e ripristino degli ecosistemi
Tra le azioni previste figurano il rafforzamento e la gestione efficace delle aree protette, il recupero degli ecosistemi degradati, la promozione di pratiche agricole e zootecniche sostenibili, lo sviluppo della biodiversità in ambito urbano e il miglioramento della tutela degli ecosistemi acquatici e marini.
L’obiettivo è consolidare un approccio integrato alla conservazione del patrimonio naturale nazionale entro il 2030.
Le osservazioni delle Regioni: serve chiarezza sui costi
Nel dare l’assenso all’intesa, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha trasmesso al Governo osservazioni e proposte emendative per migliorare l’attuazione operativa del programma e garantirne la coerenza con le competenze e gli strumenti di programmazione territoriale.
In particolare, le Regioni chiedono una puntuale ricognizione dei costi legati alle azioni di loro competenza. Le risorse finanziarie dovranno infatti essere reperite prevalentemente nei bilanci regionali, mentre risultano ancora non pienamente definiti alcuni indicatori di target necessari a quantificare con precisione i fabbisogni.
Monitoraggio e governance multilivello
L’attuazione sarà supportata dal contributo tecnico-scientifico degli organismi competenti e da un sistema di monitoraggio condiviso, con l’obiettivo di garantire efficacia, trasparenza e coerenza delle misure adottate.
Il provvedimento rafforza così un modello di governance multilivello fondato sulla collaborazione tra istituzioni nazionali, Regioni ed enti territoriali, orientato al raggiungimento degli obiettivi di conservazione della biodiversità entro il 2030.
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