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Dimentichiamoci le quattro stagioni. Lo studio che cambia la mappa climatica globale

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Dimentichiamoci le quattro stagioni. Lo studio che cambia la mappa climatica globale

Uno studio internazionale condotto dal Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) australiano e dalla University of California, Berkeley, ha prodotto la mappa più dettagliata mai realizzata della stagionalità globale. Il lavoro dimostra che zone con climi mediterranei e montagne tropicali presentano stagioni non sincronizzate con le aree limitrofe. Questi “hotspot” di asincronia stagionale mostrano ritmi sfalsati anche tra territori vicini, con possibili ripercussioni significative sugli ecosistemi e sull’evoluzione delle specie.



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I ricercatori hanno svelato la mappa globale più dettagliata dei modelli stagionali della Terra, rivelando che il calendario della natura è molto più complesso rispetto al tradizionale ciclo delle quattro stagioni. Il rivoluzionario studio, pubblicato martedì su Nature, identifica “punti caldi” in cui località vicine sperimentano tempistiche stagionali drasticamente diverse, con profonde implicazioni per la biodiversità e l’evoluzione

Dove avviene questo fenomeno

Le regioni a clima mediterraneo, come California, Cile, Sudafrica, Australia meridionale e il bacino del Mediterraneo, mostrano un ciclo di crescita naturale a “doppio picco”, caratterizzato da periodi di massima attività distanziati anche di due mesi. Anche zone limitrofe come Phoenix e Tucson in Arizona presentano stagioni delle piogge molto diverse, influenzando la fenologia vegetale e animale.

Le montagne tropicali, in particolare le Ande, rappresentano un altro hotspot di stagionalità asincrona, dove condizioni climatiche complesse modellano cicli stagionali intricati, contribuendo a un’elevata biodiversità locale.

Lo studio

Il principale autore della ricerca è il dottor Drew Terasaki Hart, ecologo e analista di dati presso il CSIRO, specializzato in biogeografia evolutiva, ecologia del cambiamento globale e conservazione. Hart ha sottolineato come questa complessità stagionale rappresenti un tassello fondamentale per comprendere la biodiversità e i processi evolutivi che plasmano il Pianeta.

Perché è importante la stagionalità asincrona

La stagionalità asincrona genera differenze nei tempi di fioritura e riproduzione tra popolazioni vicine, creando barriere riproduttive naturali che favoriscono la diversificazione genetica e l’evoluzione di nuove specie, necessario per l’adattamento degli ecosistemi ai cambiamenti ambientali.

La ricerca ha identificato le regioni a clima mediterraneo come principali hotspot di asincronia stagionale, tra cui California, Cile, Sud Africa, Australia meridionale e lo stesso bacino del Mediterraneo. Queste aree presentano un caratteristico schema stagionale a “doppio picco”, in cui i cicli di crescita forestale raggiungono il massimo circa due mesi più tardi rispetto ad altri ecosistemi.

La correlazione tra i punti caldi di asincronia stagionale e i punti caldi della biodiversità terrestre potrebbe non essere casuale. Nelle regioni in cui i cicli stagionali sono fuori sincronia, la disponibilità delle risorse diventa disallineata, influenzando i cicli riproduttivi di numerose specie e potenzialmente favorendo la divergenza evolutiva.

Applicazioni e strumenti

La mappa è basata su più di 20 anni di dati satellitari ed è già utilizzata per prevedere dinamiche agricole, come le stagioni di raccolto in Colombia, dove fattorie vicine mostrano stagioni di raccolta molto diverse. Inoltre, è disponibile una mappa interattiva che permette di esplorare i pattern stagionali su scala globale.

La ricerca dimostra applicazioni pratiche oltre l’ecologia. In Colombia, la mappa basata su satellite dello studio ha previsto con successo la complessa geografia dei raccolti di caffè, dove aziende agricole separate da una giornata di viaggio attraverso le montagne possono avere cicli riproduttivi tanto disallineati quanto se fossero in emisferi opposti.

Contesto climatico globale

Questi risultati si inseriscono nel quadro più ampio del cambiamento climatico globale, con evidenze scientifiche crescenti di un riscaldamento accelerato che modifica profondamente le stagioni e le dinamiche ecologiche, specialmente nelle regioni mediterranee e montuose.

Questa nuova mappa e il lavoro del team guidato da Drew Terasaki Hart ampliano la comprensione delle stagioni e delle loro implicazioni biologiche a scala globale, offrendo strumenti utili per la conservazione e la gestione sostenibile degli ecosistemi.

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