Il cibo surgelato non è il nemico. Anzi, potrebbe essere una risposta allo spreco alimentare
I dati sfatano un pregiudizio duro a morire: solo il 2,2% del cibo buttato dagli italiani è surgelato. E dal punto di vista nutrizionale, spesso vale più del fresco
C’è un paradosso silenzioso nelle abitudini alimentari degli italiani. In un Paese che spreca ogni anno tonnellate di cibo, il prodotto surgelato — da decenni associato nell’immaginario collettivo a una cucina di serie B, frettolosa e poco salutare — si rivela invece uno degli strumenti più efficaci per combattere quello spreco. I numeri, quando si ha la pazienza di leggerli, raccontano una storia diversa da quella che ci siamo convinti di sapere.
Lo spreco alimentare e il ruolo dei surgelati
Secondo l’Osservatorio Waste Watcher, gli italiani buttano ogni settimana una quantità significativa di cibo. Di tutto questo spreco, i surgelati rappresentano appena il 2,2% — pari a 14,9 grammi a settimana pro capite — nonostante i consumi siano cresciuti del 10% negli ultimi anni. Un dato che invita a riflettere su quali siano davvero i prodotti più a rischio nelle nostre dispense e nei nostri frigoriferi.
La correlazione non è casuale. La natura stessa del surgelato — porzionabile, conservabile a lungo, disponibile al momento del bisogno — riduce strutturalmente la probabilità che finisca nel cestino. Il fresco, al contrario, impone tempi di consumo stretti che la quotidianità frenetica non sempre consente di rispettare.
Il paradosso nutrizionale del «fresco»
C’è poi una questione meno intuitiva, ma scientificamente documentata, che riguarda il valore nutrizionale. Una verdura «fresca» acquistata al supermercato ha spesso alle spalle un percorso di diversi giorni: raccolta, trasporto, distribuzione, scaffale, carrello della spesa. Durante questo tragitto, anche in condizioni di conservazione ottimale, le proprietà nutritive si degradano progressivamente.
La surgelazione industriale segue una logica radicalmente diversa: avviene poche ore dopo la raccolta, a temperature comprese tra -40 e -196°C, bloccando in modo istantaneo i processi di degradazione. Il risultato è che i vegetali surgelati mantengono vitamina C, folati e carotenoidi a livelli confrontabili — e spesso superiori — al fresco dopo giorni di conservazione. Non a caso, nei Paesi anglosassoni i surgelati vengono indicati con l’espressione long fresh: freschi a lungo, non nonostante il freddo, ma grazie ad esso.
Vale la pena ricordare anche un dato spesso trascurato: la surgelazione è un processo esclusivamente fisico. Nessun additivo conservante è autorizzato né necessario. Ciò che tiene il prodotto integro è il freddo, non la chimica.
Una crescita strutturale in controtendenza
I consumi confermano una tendenza che ormai va oltre la moda. Secondo il Rapporto 2024 dell’Istituto Italiano Alimenti Surgelati (IIAS), per il secondo anno consecutivo i consumi in Italia hanno superato 1 milione di tonnellate, con una crescita del 2,3% e un consumo pro capite salito a 17,5 chili l’anno. Un risultato che si distingue rispetto alla generale contrazione degli acquisti alimentari nel Paese.
A completare il quadro, un’indagine AstraRicerche ha rilevato che 4 volte su 5 il surgelato fa risparmiare rispetto all’equivalente fresco, senza rinunciare alla qualità. Un argomento non trascurabile in un momento in cui il potere d’acquisto delle famiglie italiane è sotto pressione.
Di questi temi si è discusso a Parma durante il seminario “Il Futuro del Freddo — Trend e Tecnologie nella Surgelazione Alimentare”, promosso dalla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari con la collaborazione tecnica di Linde Gas Italia. Un appuntamento che ha messo al centro della riflessione il ruolo della tecnologia del freddo non solo come strumento industriale, ma come risposta concreta alle sfide della sostenibilità alimentare.
L’occasione è la Giornata Internazionale Rifiuti Zero, istituita dall’ONU e celebrata il 30 marzo. Un appuntamento che quest’anno, forse più degli altri, invita a rivedere qualche certezza su cosa sia davvero sostenibile mettere nel carrello.
Share this content:







