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Fauna, il TAR Lazio boccia il piano Lollobrigida: stop agli abbattimenti indiscriminati

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Fauna, il TAR Lazio boccia il piano Lollobrigida: stop agli abbattimenti indiscriminati

Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha accolto il ricorso di sette associazioni contro il Piano straordinario per la gestione della fauna selvatica adottato dal governo nel 2023. Annullate le disposizioni ritenute in contrasto con il diritto nazionale ed europeo.

Con la sentenza pubblicata l’11 marzo 2026, il TAR Lazio ha annullato tre parti del Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica, varato dal governo Meloni nel 2023. Il ricorso era stato presentato da ENPA, LAV, LEIDAA, LIPU, OIPA, LNDC Animal Protection e WWF Italia.

I tre punti annullati

Il primo riguarda il trattamento delle specie “parautoctone”, che il Piano equiparava alle specie esotiche invasive escludendo l’obbligo di ricorrere preventivamente a metodi alternativi non letali. Il TAR ha ritenuto questa impostazione in contrasto con il diritto europeo e la normativa nazionale.

Il secondo punto riguarda la disattivazione dei divieti previsti dall’articolo 21 della Legge 157/1992 e dalla normativa europea per le attività di controllo faunistico. Il tribunale ha stabilito che tali divieti restano pienamente operativi.

Il terzo annullamento colpisce la possibilità per le Regioni di commissariare gli Enti parco regionali che non avessero applicato il Piano entro sei mesi: misura dichiarata priva di base legislativa.

Il passaggio sul lupo

La sentenza contiene un riferimento rilevante anche rispetto al recente dibattito sul declassamento del lupo. Il TAR precisa che cattura e abbattimento delle specie protette devono avvenire «a condizione che non esista un’altra soluzione valida», principio che si applica anche al lupo, indipendentemente dal suo nuovo status di protezione a livello europeo.

Le associazioni: “Sconfitta per le politiche antiscientifiche”

«Questa sentenza ristabilisce la centralità del diritto europeo, della selettività, della prevenzione e del ruolo degli Enti parco», dichiarano congiuntamente le sette associazioni. «È una vittoria per la fauna selvatica, per la scienza e per la legalità». E una sconfitta, aggiungono senza mezzi termini, per le «politiche antiscientifiche» che hanno già portato all’apertura di una procedura d’infrazione europea — la INFR(2023)2187 — proprio su questo tema.

Ora le associazioni puntano alla fase applicativa regionale: i piani di controllo delle Regioni dovranno adeguarsi ai principi stabiliti dalla sentenza. E se non lo faranno, le associazioni promettono di tornare in tribunale.

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