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Test sui cani nei laboratori di Verona: il TAR del Lazio sospende le sperimentazioni

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Test sui cani nei laboratori di Verona: il TAR del Lazio sospende le sperimentazioni

Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha accolto la richiesta cautelare presentata dalla LAV, sospendendo le sperimentazioni sui cani nei laboratori a Verona. La prossima udienza nel merito è fissata per settembre.

Con una decisione pubblicata oggi, il TAR del Lazio ha sospeso le sperimentazioni sui cani condotte nei laboratori veronesi, accogliendo la richiesta cautelare presentata dalla LAV — Lega Anti Vivisezione. La sospensiva resterà in vigore fino a quando il tribunale, con il supporto di esperti indipendenti, non avrà verificato la conformità degli esperimenti alla normativa vigente. L’udienza di merito è fissata per il 22 settembre 2026.

La motivazione del giudice

Nella propria ordinanza, il giudice amministrativo ha esplicitato il ragionamento alla base della decisione: «Nel bilanciamento degli interessi, il dolore, la sofferenza, il distress e più in generale i danni alla salute degli animali impiegati nella sperimentazione, in quanto ontologicamente irreparabili, risultano prevalere sulla continuità di un’attività di ricerca che si protrae da anni».

Gli esperimenti contestati

Al centro del ricorso LAV ci sono esperimenti di telemetria che, secondo l’associazione, prevedono procedure altamente invasive: ai cani vengono impiantate chirurgicamente sonde con elettrodi e cateteri per monitorare parametri fisiologici come attività cardiaca e pressione sanguigna durante la somministrazione di sostanze. Le procedure comportano interventi chirurgici, dolore, complicazioni post-operatorie e alterazioni comportamentali.

La richiesta di sospensiva era motivata dalla necessità di evitare che ulteriori animali venissero sottoposti a queste procedure prima che il tribunale si pronunciasse sulla legittimità dell’autorizzazione rilasciata dal Ministero della Salute.

Il precedente

La preoccupazione della LAV è rafforzata da vicende già emerse in passato: indagini e procedimenti giudiziari avrebbero coinvolto in precedenza gli stessi laboratori, portando al sequestro e alla liberazione di oltre 50 animali.

La reazione della LAV

«Un ulteriore passo miliare per la ricerca è stato fatto dal TAR del Lazio», ha dichiarato Michela Kuan, biologa e consulente scientifica area ricerca senza animali LAV. «Ogni irregolarità non deve rimanere impunita dietro al muro di gomma di chi usa animali».

LAV annuncia che continuerà a seguire il procedimento fino all’udienza di settembre, chiedendo piena chiarezza sulla legittimità delle autorizzazioni ministeriali.

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