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Terremoti e riserve idriche nascoste: le ultime scoperte aprono nuovi scenari

Terremoti e riserve idriche

Terremoti e riserve idriche nascoste: le ultime scoperte aprono nuovi scenari

Un’importante spedizione internazionale ha rivelato approfondimenti rivoluzionari sul comportamento dei mega-terremoti e sugli enormi serbatoi d’acqua nascosti nel sottosuolo, riscrivendo la nostra comprensione della geologia terrestre e delle risorse naturali.

Come le profondità marine svelano i segreti dei mega terremoti

Tra settembre e dicembre 2024, l’International Ocean Discovery Program (IODP) ha condotto una spedizione scientifica nella Fossa delle Isole Giappone, scavando fino a sette chilometri di profondità sotto il livello del mare. La nave giapponese Chikyu, la più grande al mondo specializzata nella perforazione scientifica, ha estratto campioni di sedimenti dal punto dove si è verificato il terremoto di magnitudo 9.1 del Tōhoku nel 2011, che ha provocato uno tsunami devastante.

Gli scienziati hanno identificato nel nucleo delle rocce una formazione di argilla scivolosa chiamata smectite, capace di ridurre l’attrito nelle faglie e consentire lo scorrimento improvviso della crosta terrestre. Queste caratteristiche sono essenziali per capire come si sviluppino terremoti e tsunami catastrofici. Inoltre, è stato installato un avanzato osservatorio per monitorare continuamente temperatura e flusso di fluidi nella faglia, offrendo così dati dinamici per prevedere eventi futuri più accuratamente.

Il sistema idrotermale Kunlun: un colosso nascosto nell’Oceano Pacifico

Parallelamente, una scoperta altrettanto sorprendente arriva dall’Oceano Pacifico occidentale, dove un vasto sistema idrotermale battezzato Kunlun è stato identificato come uno dei maggiori al mondo per produzione di idrogeno. Con venti depressioni sottomarine ampie fino a un chilometro, il sistema rilascia un flusso annuale di idrogeno pari a 4,8 × 10¹¹ mol, equivalente ad almeno il 5% della produzione globale sottomarina.

Questa scoperta, pubblicata su Science Advances, cambia le regole del gioco sulle condizioni geologiche in cui possono formarsi questi sistemi idrotermali. Il Kunlun supporta inoltre una ricca biodiversità marina basata sulla chemosintesi, con specie come gamberetti e vermi tubicoli che prosperano grazie all’idrogeno immesso nel fondale.

Un oceano sotterraneo sotto le montagne: nuove riserve d’acqua per il futuro

A livello continentale, nell’Oregon, è stata scoperta una gigantesca riserva d’acqua sotterranea contenuta nelle rocce vulcaniche della catena delle Cascate. Questa “acquedotto naturale” contiene almeno 81 chilometri cubici d’acqua, quasi il triplo del volume del Lago Mead, e potrebbe diventare un serbatoio vitale contro la crescente crisi idrica causata dai cambiamenti climatici.

Questa acqua sotterranea proviene dall’accumulo di neve sciolta e penetra nelle rocce porose, garantendo una fonte stabile meno soggetta all’evaporazione rispetto alle riserve superficiali. Inoltre, studi precedenti hanno confermato la presenza di acqua intrappolata a oltre 600 chilometri di profondità all’interno di minerali come la ringwoodite, suggerendo che il ciclo dell’acqua terrestre coinvolge anche profondità inconsuete, superiori a quelle degli oceani stessi.

Queste scoperte non solo ampliano la nostra conoscenza scientifica ma aprono nuove frontiere per la gestione delle risorse naturali e la previsione di catastrofi naturali, rafforzando la resilienza globale.

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