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Torino, Emergenza Aria: il 12% dei decessi adulti è causato dal PM2,5

inquinamento Torino 2026

Torino, Emergenza Aria: il 12% dei decessi adulti è causato dal PM2,5

Dietro le medie stagionali e le rilevazioni delle centraline si nasconde una realtà clinica drammatica. Secondo il rapporto nazionale “Cambiamo Aria”, promosso da ISDE – Medici per l’Ambiente e Kyoto Club, Torino si conferma nel 2025 una delle città più inquinate d’Italia. Il dato più allarmante riguarda l’impatto sulla salute pubblica: circa il 12% dei decessi non traumatici tra la popolazione adulta torinese è direttamente attribuibile all’esposizione cronica al particolato fine (PM2,5).

Il comitato Torino Respira e ISDE Torino contestano duramente le letture ottimistiche fornite recentemente dalle istituzioni regionali, definendole “fuorvianti e pericolose” di fronte a un’emergenza sanitaria strutturale.

I numeri dello sforamento: Torino vs OMS

Nonostante una lieve riduzione degli inquinanti rispetto all’anno precedente — attribuita dagli esperti più a condizioni meteo favorevoli che a interventi strutturali — i valori restano ben oltre le soglie di sicurezza:

  • PM2,5: La media annua registrata è di 20 µg/m³, ovvero quattro volte superiore al limite raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (5 µg/m³).
  • Superamenti giornalieri: Sono stati 106 i giorni oltre i 25 µg/m³, contro un massimo di 18 previsti dalla futura normativa UE 2030.
  • Biossido di Azoto (NO₂): Il limite OMS è stato infranto per ben 293 giorni su 365.

L’analisi epidemiologica: morti premature evitabili

“Si stimano da decine a centinaia di casi di morte prematura che sarebbero evitabili”, spiega l’epidemiologo del CNR Fabrizio Bianchi. La scienza è concorde nel ritenere che non esista una soglia sicura per l’esposizione al particolato: anche concentrazioni inferiori ai limiti legali possono innescare patologie respiratorie, cardiovascolari e neurologiche.

Marina Pastena, presidente di ISDE Torino, sottolinea la gravità etica del confronto con limiti di legge ritenuti obsoleti, poiché i dati reali della città rimangono da 2 a 4 volte superiori ai valori necessari per proteggere le fasce vulnerabili come bambini e anziani.

Le richieste urgenti di Torino Respira e ISDE

Le associazioni chiedono alle istituzioni locali di abbandonare i trionfalismi e adottare cinque misure strutturali immediate:

Ambito di InterventoMisura Richiesta
MobilitàRiduzione drastica del traffico privato ed estensione delle Zone 30.
TrasportiPotenziamento del trasporto pubblico e della ciclabilità.
RiscaldamentoAccelerazione della transizione verso sistemi domestici non inquinanti.
NormativaRecepimento immediato dei nuovi limiti europei (Target 2030).
UrbanisticaAumento delle aree verdi urbane e integrazione delle politiche ambientali.

Il dovere di agire

“Cambiare aria non è un’opzione: è un dovere morale e sanitario”, conclude Roberto Mezzalama, presidente di Torino Respira. L’appello alle istituzioni è quello di agire con coraggio per garantire il diritto fondamentale a respirare aria pulita, prevenendo ricoveri e cure per malattie croniche che pesano non solo sulle famiglie, ma sull’intero sistema sanitario nazionale.

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