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Traghetti più inquinanti delle auto a Barcellona, Dublino e Napoli

Traghetti più inquinanti delle auto a Barcellona, Dublino e Napoli

I traghetti che operano in grandi città portuali europee come Barcellona, Dublino e Napoli producono più inquinamento atmosferico tossico (SOx) rispetto a tutte le automobili presenti in quelle stesse città. È quanto emerge da un nuovo studio dell’ONG Transport & Environment, che punta il dito contro una flotta europea ancora troppo vecchia e dipendente dai combustibili fossili.

Secondo il rapporto, però, la svolta è possibile: entro il 2035 almeno il 60% dei traghetti europei potrebbe essere elettrico, con oltre la metà già oggi più conveniente da gestire rispetto alle navi tradizionali.

porto1-1024x832 Traghetti più inquinanti delle auto a Barcellona, Dublino e Napoli

Traghetti più inquinanti delle auto

Lo studio analizza 1.043 traghetti operativi in Europa nel 2023, responsabili di 13,4 milioni di tonnellate di CO₂ emesse in un solo anno, pari alle emissioni annuali di 6,6 milioni di automobili.

Tra i porti europei, Barcellona risulta quello con le maggiori emissioni di CO₂ legate ai traghetti. Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico da ossidi di zolfo, Dublino è attualmente la città portuale più colpita, seguita da Las Palmas e Holyhead.

Nonostante nel Mediterraneo siano già in vigore misure di controllo delle emissioni, in una città come Barcellona i traghetti arrivano a inquinare 1,8 volte più di tutte le auto circolanti per quanto riguarda le emissioni di SOx.

Nuove regole sulle emissioni dal 2027

Il quadro normativo è destinato a cambiare nel 2027 con l’introduzione di nuove aree di controllo delle emissioni nell’Atlantico nord-orientale, che imporranno limiti più stringenti ai carburanti marittimi.

Queste misure potrebbero ridurre sensibilmente l’inquinamento atmosferico nei porti del Nord Europa, ma secondo T&E non saranno sufficienti senza una decisa accelerazione verso l’elettrificazione della flotta.

Il 60% dei traghetti può diventare elettrico entro il 2035

Il rapporto evidenzia come almeno il 60% dei traghetti europei potrebbe funzionare a batteria entro il 2035. A differenza di altri segmenti del trasporto marittimo, i traghetti sono più semplici da elettrificare grazie alle dimensioni contenute e alle rotte fisse.

L’elettrificazione e l’ibridazione potrebbero ridurre le emissioni di CO₂ fino al 42%, migliorando la qualità dell’aria nelle città portuali e abbattendo i costi operativi. Secondo lo studio, il 52% dei traghetti elettrici risulterebbe già oggi più economico da gestire rispetto alle navi alimentate a combustibili fossili.

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Infrastrutture di ricarica: ostacolo superabile

Uno dei principali limiti alla diffusione dei traghetti elettrici è rappresentato dalle infrastrutture di ricarica nei porti. Tuttavia, la sfida appare meno complessa del previsto: il 57% dei porti europei avrebbe bisogno soltanto di piccole stazioni di ricarica inferiori a 5 MW per supportare le operazioni dei traghetti elettrici.

Le prime rotte elettriche stanno già entrando in funzione in diversi Paesi europei, dimostrando che il modello è commercialmente sostenibile in molti casi.

Flotta vecchia e bisogno di rinnovamento

Con un’età media di 26 anni, la flotta dei traghetti europei è considerata obsoleta. Per Felix Klann, responsabile delle politiche marittime di Transport & Environment, è il momento di un rinnovamento sostenibile.

Secondo Klann, i traghetti dovrebbero collegare le comunità senza inquinarle. L’elettrificazione rappresenta una soluzione concreta per ridurre drasticamente le emissioni e migliorare la qualità dell’aria per milioni di persone che vivono nelle città portuali europee.

La transizione verso traghetti elettrici, conclude il rapporto, non è solo una scelta ambientale ma anche economica, in grado di coniugare competitività, salute pubblica e decarbonizzazione del trasporto marittimo.

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