Inquinamento in Europa, un terzo delle emissioni di gas serra arriva dai trasporti
Il settore dei trasporti è un pilastro fondamentale dell’economia e della società europea. Consente la circolazione di persone e merci tra regioni e Stati membri, sostiene il mercato unico e garantisce oltre 10 milioni di posti di lavoro, contribuendo per circa il 5% al prodotto interno lordo dell’Unione europea. Allo stesso tempo, rappresenta una delle principali fonti di emissioni di gas serra, inquinamento atmosferico, rumore e congestione.
Con l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, l’Unione europea è chiamata a trasformare profondamente il sistema dei trasporti, rendendolo sostenibile, resiliente e a basse emissioni. Si tratta di una transizione complessa che coinvolge innovazione tecnologica, investimenti pubblici e privati e cambiamenti nei comportamenti di mobilità.
Il peso dei trasporti sulle emissioni
La Legge europea sul clima sancisce l’impegno giuridico dell’UE a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Per conseguire questo traguardo è necessario ridurre in modo significativo le emissioni di gas serra in tutti i settori economici.
Nel 2023 il settore dei trasporti ha rappresentato quasi un terzo delle emissioni totali di gas serra dell’Unione europea. A differenza di altri comparti, che hanno registrato cali consistenti negli ultimi decenni, le emissioni legate ai trasporti continuano a mostrare una tendenza crescente. Anche alcuni inquinanti come ammoniaca e protossido di azoto presentano andamenti difficili da ridurre.
Parallelamente, la Commissione europea ha fissato per il 2030 obiettivi ambiziosi in materia di inquinamento zero: riduzione del 55% degli impatti sanitari legati all’inquinamento atmosferico e del 30% della quota di popolazione esposta cronicamente al rumore dei trasporti rispetto ai livelli del 2005.
Trasporto passeggeri
Le automobili private rappresentano circa il 72% dell’attività totale di trasporto passeggeri in Europa, misurata in passeggeri-chilometro. Negli ultimi 28 anni questa attività è cresciuta in modo significativo, con un picco nel 2019 e una rapida ripresa già nel 2021 dopo il calo legato alla pandemia di COVID-19.
Nonostante il trasporto pubblico presenti un profilo ambientale più sostenibile rispetto ai mezzi privati, la sua quota sul totale è rimasta sostanzialmente stabile. L’auto continua a essere il mezzo preferito dai cittadini europei e il numero di veicoli circolanti è aumentato negli ultimi anni.
Negli ultimi tempi si è registrato un crescente interesse per i collegamenti ferroviari a lunga percorrenza, inclusi i treni notturni. Tuttavia, la rete europea non è ancora sufficientemente integrata per offrire un’alternativa davvero competitiva rispetto ad auto e aerei su larga scala.
Trasporto merci
Accanto all’aumento del trasporto passeggeri, anche il trasporto merci su strada continua a crescere in modo significativo. Secondo gli scenari della Commissione europea, questa espansione è destinata a proseguire nei prossimi anni.
Il trasporto ferroviario merci, pur avendo perso peso relativo rispetto al 1995, potrebbe tornare a crescere nel prossimo decennio. Grazie alla sua elevata efficienza energetica e alle basse emissioni di gas serra e inquinanti atmosferici, il potenziamento del settore ferroviario rappresenta una leva strategica per ridurre l’impatto ambientale complessivo dei trasporti.
Aviazione e trasporto marittimo
La decarbonizzazione dell’aviazione e del trasporto marittimo, sia a livello nazionale che internazionale, presenta sfide rilevanti. Secondo le proiezioni, questi due comparti potrebbero passare da circa il 26% delle emissioni di gas serra del settore trasporti nel 2023 a oltre il 47% entro il 2050.
La selezione e la diffusione su larga scala di vettori energetici alternativi e sostenibili, insieme a ulteriori miglioramenti dell’efficienza energetica, sono elementi cruciali. Allo stesso tempo, quando possibile, è necessario favorire il trasferimento verso modalità di trasporto più compatibili con gli obiettivi climatici.
Nel settore marittimo si sono registrati importanti progressi nella riduzione delle emissioni di ossidi di zolfo grazie a politiche ambiziose. Tuttavia, restano criticità, in particolare per quanto riguarda le particelle di carbonio nero. Nell’aviazione, inoltre, gli effetti climatici delle emissioni diverse dalla CO2 sono oggetto di crescente attenzione, poiché il loro impatto complessivo può essere da due a quattro volte superiore rispetto alla sola anidride carbonica.
Politiche europee e investimenti
Gli Stati membri dell’UE hanno ottenuto riduzioni significative nella maggior parte dei principali inquinanti atmosferici legati ai trasporti, con cali compresi tra il 47% e il 90% tra il 1990 e il 2023, fatta eccezione per ammoniaca e protossido di azoto. I maggiori progressi sono stati registrati nel trasporto stradale, grazie a standard più severi sulle emissioni e allo sviluppo di sistemi avanzati di trattamento dei gas di scarico.
Per accelerare la transizione sostenibile, risultano essenziali investimenti continui in innovazione e tecnologie pulite, insieme a un’applicazione efficace della normativa esistente. La revisione del sistema europeo di scambio delle emissioni, parte del pacchetto Fit for 55, prevede che le entrate siano destinate ad azioni per il clima, alla transizione energetica e alla gestione delle sfide sociali. Il fondo per l’innovazione potrà mobilitare circa 40 miliardi di euro per dimostrare tecnologie pionieristiche a basse emissioni di carbonio.
Inoltre, il nuovo sistema ETS2, che coprirà la combustione di carburanti negli edifici, nel trasporto stradale e nella piccola industria, sarà pienamente operativo entro il 2028, rafforzando gli incentivi alla riduzione delle emissioni.
Verso un sistema di mobilità europeo
Ridurre in modo significativo gli impatti climatici, sull’aria e sul rumore del settore dei trasporti richiede una visione integrata. Oltre agli investimenti e alla regolamentazione, è necessario promuovere un cambiamento strutturale verso una mobilità più sostenibile.
Ciò implica misure per ridurre gli spostamenti non necessari, migliorare l’organizzazione della logistica, incentivare il trasporto multimodale e rendere le soluzioni più pulite e sicure accessibili e attraenti per tutti i cittadini.
La sostenibilità nei trasporti significa anche migliorare la salute pubblica, ridurre le pressioni ambientali su aree urbane e rurali, favorire l’inclusione sociale e garantire una transizione giusta per lavoratori e comunità. Gli sforzi in corso nei Paesi membri dimostrano l’impegno verso un sistema di mobilità a basse emissioni di carbonio, resiliente ed equo, in linea con gli obiettivi di lungo periodo dell’Unione europea.
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